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Steve sa come farti innamorare.
Steve sa come farti piangere.
ogni foto è un colpo al cuore, in un verso o nell’altro ti prende il cuore e ti fa provare emozioni incredibili.
mi sono innamorato di occhi, visi e colori come non mi era quasi mai capitato prima.
colpi di fulmine, di quelli che ti lasciano i segni dentro.
giro tra le sue foto, senza pregiudizi e con il cuore aperto.
con il desiderio di apprendere ed imparare da uno che ha raggiunto l’Olimpo della Fotografia.
la fotografia con la “F” maiuscola… altro che paparazzi e sedicenti fotografi dotati di un qualsiasi apparato fotografico.
Steve è stato capace di farmi vibrare le corde dell’anima, mi ha fatto innamorare di donne del suo passato; occhi e sguardi di un’intensità che leva il fiato.
non nego che in alcuni casi mi sono avvicinato in maniera esagerata a quei volti, quasi per toccarli, per sfiorarne la pelle e le labbra.
mi sono perso in quegli occhi profondi, immerso nei miei pensieri e mi sentivo nudo difronte ai loro sguardi.
come se potessero vedermi dentro.
come se potessero vedere la mia meraviglia.
mi sono innamorato una, due, tre, quattro e cinque volte… e poi ancora una volta…
rimango abbagliato, torno indietro più di una volta, mi allontano per guardarle senza essere visto.
sfruttando il tessuto nero che ci separa le osservo, le amo da lontano.
ne studio i lineamenti, gli occhi sempre a fuoco dallo sguardo penetrante, che ti guarda dentro e ti trascina nel loro mondo.
un mondo così distante dal mio…
e poi…
poi il divino Steve ti schiaffa la realtà in faccia: nuda e cruda.
e fa male.
dannatamente male.
è un pugno diretto alla bocca dello stomaco, poi un uppercut ed infine un diretto al naso.
di quelli che ti fanno riempire gli occhi di lacrime.
lacrime amare.
e tutto l’amore ti viene strappato via, con unghie e denti.
graffia e strappa.
che male, che dolore.
foto accese da luci abbaglianti, dure che non permettono di nascondersi nel buio.
non ci sono più occhi belli e sorrisi, niente più volti seri ma cordiali…ci sono solo lacrime e sangue.
alcune immagini valgono più di mille parole, be’ quelle di McCurry ne valgono milioni.
le corde che vibravano sono strappate coi denti; c’è sofferenza in quelle foto, c’è forse ancor di più la non comprensione della propria situazione.
quegli occhi così innocenti ti guardano e ti chiedono perché…
perché stanno soffrendo?
perché la vita gli sta puntando una pistola alla testa e gli ha messo il proprio dito sul grilletto?
perché te ne stai lì, in piedi, senza fare nulla?
e ti senti impotente, immobile e frustrato.
Steve mi ha fatto toccare i cieli più alti dell’umanità per poi cacciarmi nel buco nero e profondo dell’abiezione umana.
come un novello Virgilio mi ha preso per mano e mi ha fatto vedere l’umanità.
la sua bellezza e la sua crudezza.
mi ha portato in basso, dove vivono i disperati.
mi ha insegnato che la Fotografia è una vocazione, non un mestiere.
mi ha insegnato che l’attesa e la pazienza sono tra le virtù più importanti assieme alla perseveranza.
carpe diem.
la sua Fotografia é una personale ricerca della Verità, una sorta di Sacro Graal che ritrova nella perfezione delle proprie immagini.
ecco cosa voglio fare da grande.
desidero dare un senso alle mie foto, desidero che chi guarderà le mie foto possa provare la stessa emozione che ho provato io nello scattarle.
desidero fare lo scatto perfetto, per me e per gli altri.
e tutto questo lo devo a Steve McCurry.

grazie.

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