8 mesi e la neve quest’anno è caduta prima del solito.
ha cominciato da quando i miei occhi hanno incrociato i tuoi.
se ripenso a come ero prima di conoscerti quasi non mi riconosco.
sono cambiato, sorrido più spesso e ho sempre gli occhi pieni di meraviglia per il mondo che mi circonda.
se prima qualcuno mi avesse chiesto di cambiare città gli avrei domandato dove dovevo mettere la firma.
ora mi aggrappo alla mia città con forza e tenacia; dedico corpo ed anima per lei che mi da tanto tutti i giorni.
lo faccio perché ci sei tu, non perché non amassi la mia città anche prima.
forse mi sto davvero innamorando di te.
con le mani affondate nel caldo della giacca scendo lungo i vicoli stretti e illuminati dalle luci natalizie, intravedo il porto antico.
e ripenso al nostro primo appuntamento.
che poi primo appuntamento non fu veramente.
non so come definirlo, non successe niente di eclatante: niente baci da film o fughe tragicomiche; solo una semplice cena tra te e me, una ragazza ed un ragazzo che volevano solo conoscersi meglio.
successe tutto dopo, quando rientrai a casa e lessi sul cellulare il tuo messaggio: grazie.
ti confesso che mi ci sono arrovellato sopra per giorni interi.
si, ti avevo offerto il bicchiere di vino ma mi avevi già ringraziato quando ci eravamo alzati dalle poltrone.
si ti avevo ascoltato mentre mi parlavi dei tuoi lavori e dei tuoi sogni.
e no, non ti avevo accompagnata a casa; facemmo una passeggiata fino al mare, era fine aprile e l’aria frizzante era piacevole.
parlammo a lungo ed io non potevo fare a meno di guardare le tue mani: mobili e con lo smalto curato ed in tinta con il rossetto.
adoro le tue mani, come scrivi e come tratteggi sulla carta bianca mondi immaginati, che sono tutti racchiusi nella tua mente.
in questi mesi ho imparato a capire i tuoi gesti e mi sorprendo ancora quando mi fai un ritratto, così senza motivo.
io fotografo, non sono nemmeno capace a disegnare la classica casetta con gli alberi ed il fumo che esce dal comignolo.
e così ogni volta mi sorprendo, mi sorprendo per la tua capacità di seguire i tratti del mio viso, con tutte le imperfezioni e le rughe attorno agli occhi.
– non mi fare tutte quelle rughe -protesto io.
– ma scusa, tu nelle tue foto mica le togli, giusto? –
– giusto –
le mie proteste si infrangono subito contro le tue controbattute.
ecco, mi sono di nuovo perso nei pensieri; quel tuo grazie mi ha scombussolato perché non ho fatto nulla di speciale.
fu comunque la prima volta che mi lasciasti senza parole, non sapevo cosa rispondere e così misi il cellulare sul comodino e mi spogliai, una doccia bollente mi tolse un po’ di alcool dalla testa e tornando in camera vidi il cellulare illuminato.
– notte –
be’ stavolta la risposta era più facile.
– notte –

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