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si!
amo Parigi fottutamente (il francesismo è d’obbligo).
la amo come la può amare un italiano come me (così non generalizzo) che la vede la prima volta.
e la prima volta che arrivi, se arrivi in treno a la Gare de Lyon, non è la bellezza o la grandezza dei monumenti, non sono le belle ragazze che ti fan girar la testa, no.
quello che ti colpisce è la facilità e comprensione delle indicazioni.
probabilmente un imbecille (non si offendano gli eventuali imbecilli alla lettura, ma so che non ce ne sono) riuscirebbe a perdersi a Parigi.
ho fatto il Paris Visite per 5 giorni che ti permette di usare quante volte vuoi tutti i mezzi pubblici della rete parigina.
ho poi usato l’app Metro (vedi foto sotto) che funziona anche offline e puoi usarla pure sottoterra (dove tra l’altro Orange prende di brutto).

e così se sbagli anche solo una volta sei… vabbé avete capito anche da soli.
e così salgo e scendo quando e come mi piace.
qua giro con le cuffie nelle orecchie per non sentire le chiacchiere altrui, lì decido che le cuffie non le metto: voglio sentirmi parte di loro, voglio ascoltare i loro discorsi anche se non ci capisco un belino, o quasi.
e loro che fanno?
zitti.
leggono riviste, libri, scrivono sul cellulare, ci parlano pure visto il silenzio che c’è e ascoltano musica con le cuffiette.
ma vaff…
vabbè mi guardo in giro, ci sono un sacco di visi interessanti.
stranieri un botto, le giapponesi le riconosci subito: viaggiano almeno a gruppi di 3/4 vestite a modino con dei capottini colorati e ridono un sacco tenendo con pudicizia la mano (quasi sempre guantata davanti alla bocca).
sono buffe, e anche quando non sono belle sono comunque carine da guardare.
solo che camminano tutte con le gambe storte.
boh.
che poi a me, lo ammetto, lo stile jappo piace e la gamba ad “x” non è così fastidiosa da vedere.
poi ci sono gli americani, mascella volitiva ed in maglietta anche se tira vento ed è nuvolo.
vabbè.
sto weekend sono stato fortunato: era pieno di scozzesi per l’ultima partita del Trofeo 6 Nazioni (tra l’altro l’Italia ha battuto l’Irlanda per la prima volta e ci siamo piazzati terzi) ed era facile riconoscerli per i loro kilt svolazzanti.
gli inglesi parlano a bassa voce ma li riconosci e gli italiani ho cercato di evitarli.
mi hanno inseguito al cimitero Pere Lechaise per farsi fare una foto davanti ad una tomba di non ricordo quale famiglia… cioè con tutti quelli famosi hanno scelto una tomba anonima, ma a loro piaceva.
per un attimo avrei voluto stare zitto, ma mi sono poi qualificato come italiano… sarà l’appartenenza alla stessa terra…
poi ci sono i russi, pochi a dire il vero…
sono sicuro di aver visto almeno due o tre russe o comunque presunte tali, ma non capisco il russo.
tornando all’arrivo do voto 10 all’addetta dell’ufficio del Turismo della stazione di Parigi Gare de Lyon.
simpatica e sorridente, mi ha parlato un misto di italiano quando le ho detto di non saper parlare bene la loro lingua (anche se poi ho smangiucchiato un po’ di francese durante la conversazione).
verrà in Italia ad Agosto per le ferie, mi ha fatto anche vedere il catalogo dell’Agenzia di Viaggi, Lido di Venezia o Toscana.
forse avrei dovuto dirle che la Toscana interna mal si accoppia con il mese più caldo dell’anno, ma era così contenta e spero anche nel buon cuore dell’addetta dell’Agenzia.
voto 10 alla Metropolitain; un impatto grandioso.
la prima linea che ho preso è stata la M1 (ho scoperto in seguito trattarsi della prima linea di Parigi, tra l’altro da non molto, mi è parso di capire, completamente automatizzata).
cioè non ci sta nessuno alla guida!
non sono mai riuscito a salire sul primo vagone (giuro che la prossima volta lo faccio e vado fino al capolinea), ma sta roba è fichissima (lo dice uno che vive a Genova, che ha una metro con 7 dico 7 fermate e che da un capolinea all’altro impiega circa 20 minuti).
quindi per me la metro di Parigi è fichissima, punto.
voto 7 alla signora della reception, abbiamo fatto due chiacchiere tipo c’è una camera al secondo piano e una al quarto (lei aveva in mano la chiave numero 18, quella del quarto piano) che scelgo?
quarto.
senza ascensore.
cazzo.
ma va bene, si vedono un po’ di tetti, fossi stato al secondo piano avrei visto il palazzo di una scuola femminile (secondo me era roba vecchia, non ho mai visto nessuna femmina apparire ad una delle finestre difronte).
voto 6 alla stanza: decorosa con il letto e due comodini, un tavolino e due seggiole, niente armadio ma bagno con doccia in camera (il bidet no, ogni volta ‘na doccia, ero bello pulito) tv da 19″ in alto sul muro.
avrei dato di più perché la finestra era ampia e spaziosa e dava sui suddetti tetti ancora un po’ bianchi di neve (veramente c’era un botto di neve ovunque per le strade e sui marciapiedi), ma c’era una sola presa di corrente e le luci dei comodini erano comandate da un unico interruttore (ho svitato una lampadina con la promessa di riavviarlo alla mia partenza… è ancora svitata), ma la cosa peggiore era il calorifero che occupava mezza parete ed emanava calore a bomba.
ok fuori c’erano in media 3/5 gradi ma, belin, faceva veramente caldo.
giravo in boxer e maglietta e fuori quasi nevicava… manco d’estate a casa mia sto così.

fine prima parte.

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