[di me stesso e del viaggio]

e poi ti capita di uscire di casa per andare a fare due passi.
giusto un salto in villa per non rimanere chiuso in casa ora che pare che la primavera sia stabile.
e magari ascolti qualcosa che in teoria faresti in un giorno di pioggia di novembre.
ma non sei triste.
ti sei pure portato un libro da leggere ma rimane li, sulla panchina affianco a te, e lasci che sia tu a scrivere qualcosa.

sono fermo, seduto sotto un gazebo a godermi la vista del lago coi cigni e le oche e i germani.
ma vorresti essere su un treno; senza una destinazione particolare.
solo lontana.
boh, Parigi, Roma o magari ancora più in là… Lisbona e poi Londra e Mosca.
come una sorta di viaggio interiore.
una fuga da o verso, ancora non lo so.
mi basterebbe viaggiare, per ritrovare quello che ho trovato a Parigi.
quel girare a testa in su con la meraviglia negli occhi.
sconosciuto tra sconosciuti.
solo ma felice di esserlo.
perché così posso contrarre ed espandere il tempo a mio piacimento, secondo i miei bisogni.
camminare da mattina a sera, senza fretta e patemi.
sono seduto in un gazebo in villa sotto il sole e tra il profumo dei fiori, ma sono anche seduto a un café parigino e poi stasera andrò a prendermi una birra in un pub di Londra e domattina farò colazione sulle rive dell’Atlantico.
ogni tanto vorrei prendere e partire, mollare un po’ di cose e smettere di rovinarmi le dita.
è che c’è sempre qualcosa per cui preoccuparsi e loro (le dita) sono indifese da unghie e denti…
ho 40 (quaranta) anni e mi sembra di non aver fatto così tanta strada.
c’è chi a 40 anni si sente realizzato, io no, sarà per questo che gli amici mi dicono che non sembro invecchiare.
forse devo ancora realizzarmi appieno, e forse un giorno mi alzerò coi capelli grigi e le rughe attorno agli occhi.forse sogno troppo o forse non abbastanza.
ma non sono deluso della mia vita.
tutt’altro, ne sono davvero felice e soddisfatto!

non so nemmeno perché sto scrivendo questo post.
forse sto scrivendo come sdraiato sul lettino di uno psicanalista (ma davvero ci si sdraia?!); in fin dei conti un blog serve ancora a raccontarci.
a raccontare quello che non vogliamo far sapere agli amici di sempre.
credo sia più facile raccontarsi a persone che non conosci o che, comunque, non vedi.
io trovo più facile scrivere quello che penso, perché c’è un filtro che mi permette di lasciarmi andare e scrivere.
ehi, non che sia un asociale, ci sono persone che sanno tutto, proprio tutto e altre che sanno meno.
ma qua, sul blog, ci sono persone che passano e leggono, altre rimangono pensando ne valga la pena.
non sto dicendo che non la valga, io sono sicuro che valga il tempo di fermarsi e leggere, se poi desiderano fermarsi anche un po’ di più mi fa piacere.
ci sono tanti modi di pensare e vedere il mondo che vale sempre la pena di conoscere un altro punto di vista e un altro pensiero.
e ora mi alzerò e tornerò a casa facendo due passi… pubblicherò il post a casa con anche un paio di foto.

non ho letto il libro che mi ero portato e non ho scritto quello che volevo scrivere, ho ascoltato la musica che volevo ascoltare.
buona serata a tutti
ema

IMG_0080 IMG_0083 me cigno foglia volto

Annunci