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sono sull’autobus.
pieno.
fa caldo ma sono seduto.
il vino bianco inizia a farsi sentire.
va tutto bene, stasera ho sorriso parecchio.
buffo come il mio cervello registri e cataloghi le immagini.
una rosa rossa in mano a una bimba sud americana.
due ragazzi giapponesi per la strada: lei appoggiata alla colonna, molto carina, sorride al suo compagno che le fa una foto con una digitale montata sul cavalletto.
e io sono passato, ho sorriso e non so se lei mi ha visto farlo mentre sorrideva a lui che la fotografa chinato dietro l’obiettivo.
eppure mi sono rimasti impressi e mi hanno reso la serata un po’ più felice.
fa caldo.
vorrei togliermi la felpa e mettere la testa fuori dal finestrino per respirare.
le rose sono tre.
rosse e un po’ sfiorite.
devo scrivere, non voglio smettere perché sennò inizio a torturare le mie dita, i pollici per l’esattezza.
e, così come sono, uscirebbe il sangue come oggi pomeriggio.
il vino bianco mi fa divagare un poco, ma almeno mi fa scrivere.
il blog ora lo leggete in pochi, giusto voi è qualche amico che ha il mio link, fb è stato slegato.
a certe persone non mi va di far sapere che penso, fondamentalmente perché non mi interessa la loro opinione.
le mie dita.
povere, indifese e martoriate.
non so nemmeno da quando vada avanti.
anni.
ma se qualcuno mi dovesse chiedere quando ho cominciato… be’ non saprei che rispondere.
che poi, servirebbe?
se mi fermo sono perduto.
scrivere finché non scendo dal bus che sta diventando sempre più caldo e umido.
voglio scendere.
vorrei prendere aria e respirare in riva al mare, ma sto andando verso i monti.
e i denti sono forti, più forti della carne e la strappano a piccoli pezzettini bianchi, finché non spunta una stilla di sangue rosso.
fanculo ema.
e i Queen nelle orecchie cantano Save Me, tratto da The Game.
ancora due fermate e scenderò, prenderò una boccata d’aria e sorriderò alle stelle.
un tratto a piedi e magari l’alcool evapora con il caldo e i passi, uno dietro l’altro.
scendo.
l’aria fresca fa piacere… c’è un cielo terso che lascia vedere le stelle.
cammino.
non scrivo ma penso a cosa scrivere quando arriverò a casa.

sono arrivato a casa, ho sistemato i danni che ha fatto Penny (ha disintegrato un vaso che usavo come portapenne), ho editato una foto fatta mentre facevo il tratto di strada a piedi dall’ultima fermata disponibile prima di casa…
e quella che segue è la foto, non è il massimo…
il complesso sulla destra è il Santuario della Madonna della Guardia.
quando vedo certi panorami non resisto e scatto 🙂

luna_stelle_guardia

fatto sta che poi è tutto sceso, le dita si sono in parte salvate e tra poco me ne andrò a letto.
è finita una settimana, anche se la mia domenica è il mercoledì e quindi è come se fosse iniziato il weekend… ma sono cotto.
domani giornata lunghissima, 9.30/20.30 con mezz’ora di pausa! yeah!

a parte tutto l’alcool è evaporato e le cose che volevo scrivere non escono più…
saranno per un’altra sera, per un pò di lucidità alcolica o annebbiamento sobrio… boh… vedremo…

nel frattempo vi auguro un buon proseguimento di serata.
a presto

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