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alle volte vorrei saper scivolare.
tra le linee.
tra le curve dei sorrisi e degli occhi.
lentamente e silenziosamente scivolare.
saper scivolare tra le righe della lettera che leggerai.
di quella che ho già scritto e poi affiderò alle acque della memoria.
io che vorrei scivolare con te su un lago ghiacciato.
tra le onde dell’oceano.
quando si sta in acqua e si lasciano andare le mani sulla superficie.
io che vorrei saper scivolare tra quei pomeriggi silenziosi di fine estate.
quando ci si vedeva ai giardini sotto casa.
o quelli un poco più in là, che d’estate ci si vedeva tutti lì.
e aspettarti.
con il cuore in gola e in mano.
a cercarti tra le foglie delle siepi mentre arrivi con il passo sicuro, che io alle volte ho spiato da lontano.
e ascolti la tua canzone preferita cantando muovendo le labbra.
e respiro piano.
quasi a fatica.
scivolano le mani sui miei jeans preferiti.
quelli un po’ sdruciti.
con la cintura di corda, rovinata e scolorita dal sale del mare.
e mi alzo mentre ti vedo arrivare, testa bassa a guardare le scarpe da ginnastica bianche.
che le infradito le hai messe via che sono arrivate le prime piogge.
e respiro e scivolo sulla panchina.
la maglietta mi si appiccica alla schiena.
è l’umido, mi dico io.
è la fifa, mi dice la vocina che ho dentro.
ti fermi e tiri su la testa.
sei ancora distante.
ma i tuoi occhi sono incredibili.
e sorridi.
e tutto scivola via da me.
paura.
cuore.
battiti e saliva.
scivola tutto e rimango nudo davanti a te.
mi sorridi.
ti sorrido, credo.
ma che diamine.
tiro su la mano e ti saluto.
che manco quando avevo 16 anni stavo così.
bene.
vivo.
e lasciatemi qui.
così.
che una sensazione così non la provavo da una vita.
e gli ultimi metri li scivoli via.
ciao.
non ho voce.
sorrido.
tu sorridi e mi sfiori la mano passandomi un auricolare.
poi appoggi la testa sulla mia spalla ossuta.
che si sa che sono spigoloso.
ma a te sta bene così.
chiudi gli occhi e io con te.
ti sento canticchiare anche se nella testa ho i battiti del mio cuore che sembra un batterista di una band…
e per un attimo mi vedo da fuori.
guardo me e te.
ora come allora.
seduti su quella panchina a sorridere e ascoltare musica.
a mangiare la torta di tua madre.
sulla nostra panchina.
che non ha bisogno di scritte.
che é nostra da quando tu la scegliesti.
e sono adulto che mi guardo ragazzino.
e sono ragazzino che mi guardo adulto.
e non è cambiato niente dentro.
innamorato.
degli sguardi.
dei sorrisi.
dei profumi e dell’amore.
apriamo gli occhi assieme.
o forse li apri prima tu.
o io.
che voglio perdermi.
scivolare dentro i tuoi occhi.
ciao. la voce è tornata.
ciao.
che la mia è ruvida.
la tua è musica.
e scivolo giù.
verso di te.
verso le tue labbra.
verso i tuoi ciao.
verso i tuoi sorrisi infiniti.

e poi mi sveglio.
con il sorriso.
perché sono una singolarità.
perché ho ancora tempo e voglia di aspettarti.
perché sono bravo a scivolare.

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