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untitled 2

sarà la stanchezza.
saranno le due birre.
sarà che sono l’una e quarantesei.
sarà che prendo il bus ora.
e sa di marja. ganja.
fanculo.
c’ho voglia di scrivere.
c’ho voglia di scriverti.
per dirti che sono un coglione.
per dirti che mi manchi.
perché ho voglia di vederti.
di sentirti al telefono.
che la tua voce l’ho solo immaginata.
che mi sto addormentando e questa è una di quelle sere in cui uno può sputtanarsi.
anzi deve.
una di quelle sere dove ci vuole un amico che abbia la voglia e la forza di starti a sentire.
che hai voglia di sfogarti, di riempire l’aria di parole.
che vorresti scriverle: MI PIACI!
cazzo.
si, cazzo.
che la paura è più forte.
che ti aspetti che gli altri ti capiscano sempre al volo.
davvero.
mi manchi.
mi sono abituato troppo bene.
questa sarebbe una di quelle sere in cui avrei la forza di fare il tuo numero per sentirti dire: pronto.
e intanto il bus si riempie.
e in bocca girano la rossa e la nera.
avresti bisogno di acqua.
tanta.
e le dita sanguinano.
perché tutto viene assieme.
e tu non ci sei.
nemmeno tu.
che mi sto sputtanando lo stesso.
che gli sms sono off limits.
che sotto gira la musica dei Tre Allegri Ragazzi Morti.
Il giardino dei fantasmi.
e io vorrei essere già a casa. a letto. a dormire.
che sto cotto.
davvero.
che tu non saresti contenta di leggere certe cose.
che vorrei farti capire che le cose arrivano, e ti rimangono dentro senza andare via.
che non so dove sono.
che la testa gira e il cuore le va dietro, arrancando.
che non vorrei commenti.
che non vorrei mi piace.
ma: mi piaci.
che gli occhi si chiudono.
non riesco a farli stare aperti.
che sto per scriverti.
che osservo la gente attorno a me.
che non so cosa scrivere.
che lo so.
ma rifletto. che alle volte è meglio.
e intanto sono a metà strada.
fatto sta che… voglio dormire.
ma vorrei anche scendere e andare a piedi.
camminare per schiarirmi le idee.
che ne ho bisogno.
e se mi leggi perdonami.
perdonami che non ti scrivo.
perdonami che non ti chiamo.
perdonami che sono un codardo.
ma capiscimi.
“di che cosa parla veramente una canzone.”
non no lo so. adesso vorrei solo dirti che quella cosa che ho dentro è come una canzone.
gira e gira e gira e non si ferma.
come un loop infinito continua a girare e io l’ascolto senza sosta e senza pausa.
e intanto tra sue fermate scendo.
un chilometro a piedi.
per schiarirmi le idee.
per dirti che si… non riesco nemmeno a scriverlo.
e vorrei farlo.
sul serio.
che la canzone forse finirebbe.
che sarebbe come se qualcuno alzasse la puntina dal disco.
che scendo.
e tu non ci sei.
e stai già dormendo.
bene.

PS: non ho riletto quello che ho scritto. scusate gli errori.
scusa gli omissis.

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