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stamattina lavavo i piatti, anzi: il piatto. avanzo di ieri sera, che dopo cena non avevo voglia di starmene in piedi davanti al lavandino.
mi tiro su le maniche della felpa e apro l’acqua, tiepida che ora inizia a venir giù fredda fredda, sapone nella spugnetta e via a lavare il piatto, un bicchiere, le posate e due tazzine da caffè.
si, lo ammetto, una era ancora lì da ieri mattina.. ma ieri ho fatto 9/19 e non ne avevo voglia…
maniche tirate su che scendono mentre lavi e si bagna il polsino, e io odio quando succede, come l’acqua che cola lungo l’avambraccio mentre riponi i piatti nello scolapiatti.
e mi sono accorto che mi manca una persona, una che magari sta in poltrona a bersi un the.
e tu la chiami.
– teso’ –
– dimmi –
– mi vieni a tirare su le maniche della felpa? –
– certo… –
e poi arriva mentre tu cerchi di aiutarti coi denti.
– sarebbe da farti una foto… –
– non ti azzardare… –
ma ormai il danno è fatto e lei è lesta con il cellulare e tu vieni bene, forse un po’ mosso mentre cerchi di nascondere almeno il viso…
e invece c’è penny che se ne sta di là, sulla poltrona o alla finestra a inseguire con gli occhi i passerotti.
non viene a darti una mano, al massimo si infila tra le gambe e fa meow meow.
– almeno fossi capace di lavare i piatti… –
sculetta mentre se ne va di là, che poi mi farebbe a pezzi la spugnetta: adora strapparla a morsi e poi lasciare i pezzettini in giro per casa…

e quindi?
le mancanze arrivano quando meno te le aspetti, anche lavando i piatti.

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