sono un paio di giorni che mi sento inquieto. mi sto martoriando le dita e non so nemmeno bene la motivazione. è come se sentissi una spinta che viene da dentro. come qualcosa che spinge, e tira e strappa.

come se ci fosse qualcosa che non va nella mia condizione; certo la mia vita non è perfetta, faccio sì un lavoro che mi piace, ma che ultimamente sta diventando pesante per la ripetitività delle situazioni.

ma non riesco a metterla a fuoco. questa cosa.

così ci rimettono le mie dita, ci rimette la mia tensione, ecco mi sento teso come una corda di violino.
mi sento come se fossi in punta di piedi in cima a una scogliera.

e tira vento.

come se dovessi cambiare qualcosa, lavoro, vita; non lo so.
non sento più gli stimoli giusti per andare avanti. c’è come un rumore di fondo che da fastidio, è fuori sincrono, o segue tutta un’altra melodia.

ho in testa, da non molto per la verità, un progetto.
un progetto che può dirsi quasi parallelo a quello del blog.

sto aprendo un altro blog, basato solo sulla fotografia.
con poche righe per spiegare, non la fotografia in sè, ma il progetto. una cosa di più ampio respiro e con un maggior senso rispetto alle foto che appaiono su questo blog.

non che le foto non abbiano un senso, ma sento di voler fare qualcosa di più, in parte parlando con un amico in parte vedendo mostre e leggendo libri come quello di Irene Alison intitolato:

MY GENERATION – Dieci autori under 40 della fotografia documentaria italiana.

voglio fare qualcosa anch’io. che sia visto e apprezzato dal di fuori.
voglio lasciare il segno.
voglio farlo con la fotografia, con la scrittura, con me stesso.

il blog è già attivo. con poche fotografie, al momento mancano i testi e le info. arriverà tutto.

“scrivi meglio quando scrivi di getto” qualcuno mi ha detto. ha ragione. per questo ho scritto questo testo così, di getto.
e per questo devo scrivere i testi di getto.

ci vuole solo l’ispirazione giusta.

per intanto: a chi interessasse Visioni Fotografiche

grazie e a presto.

 

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