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vivo.
sono ancora vivo e vegeto.
ma non vegeto.
non so nemmeno quanto tempo è passato dal mio ultimo post, comunque sia è un tempo troppo lungo.
ed è bene che io riprenda a scrivere, che ho un macello di cose da fare e da dire e da scrivere.
ho abbandonato tutto, blog, libro e un po’ meno le foto (grazie al cielo).
vediamo un po’ che cosa c’è di nuovo, mi sono fatto crescere la barba per vedere l’effetto che fa e non era male; era perché ieri mattina l’ho tagliata via e sono due giorni che quando mi guardo bello specchio vedo un’altra persona.
è un buffo effetto.
ancora non mi riconosco e meno male che era poco più di un mese che la portavo, ma mi ero abituato alla nuova forma del viso e all’ombra che proiettava sul marciapiede.
ma come dicevo poco fa l’ho tagliata, stufo o solo per cambiare senza spendere soldi dal barbiere.
mi rifarò magari con un progetto fotografico. tra l’altro ho buttato alle ortiche l’altro mio blog: mannaggia a me, che non è il titolo.
fatto sta che la mattina una faccia buffa mi guarda da dentro lo specchio e un po’ mi spaventa.
ho sempre avuto paura che tirando su la testa e guardandomi bello specchio potesse apparirmi un mostro o un fantasma da dietro le spalle.
ora la cosa strana sono io, ma presto mi abituerò alla mia nuova vecchia faccia.
ma ora andiamo a bomba al titolo del post: Data di Scadenza.
e non voglio parlare di mozzarelle.
parlo delle persone.
di quelle che ci stanno vicine.
sono stato da poco a Parigi.
– di nuovo?
questa è stata la domanda che mi sono sentito fare da svariate persone alla mia risposta sulla destinazione delle mie ferie.
– si, mi piace.
la mia risposta, peggiorata con il passare delle domande.
ci sono andato coi miei genitori, che a una certa età fa piacere trascorrere del tempo con i propri genitori.
e poi ti chiedi quante altre volte ci saranno momenti simili da passare assieme.
non vuole essere un post malinconico, la vita va avanti.
non stanno per scadere ma iniziano ad avere una certa età e alle volte ci pensi, ti domandi che ne sarà di tutto.
di tutto perché sei figlio unico e questa forse è stata la cosa che più mi mancherà.
se nel passato tutto era per me, vittorie sconfitte, pro e contro nel futuro mi mancherà la condivisione del passato, di quello che è stato.
invidio questo nei fratelli e sorelle di amici e parenti.
la solitudine dei figli primi. (cit.)
e quindi penso alla data di scadenza delle persone, che non sai mai quando accadrà.

be’ forse, alle volte, è bene non pensarci troppo che ci si rovina il: da consumarsi preferibilmente prima di.

bon. sono ritornato, per l’ennesima volta dopo aver abbandonato il blog.
finché dura rimango che nemmeno sul blog è scritta la data di scadenza.

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