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i muri sono rossi come il sangue, strane maschere sono appese alle pareti come feticci tribali.
ho un po’ di timore ma non sono solo, arriva una ragazza che mi accoglie con un sorriso.
– ciao, tu devi essere Emanuele –
– proprio io… –
mi tende la mano, una bella stretta accompagnata da un bel sorriso.
– piacere, Alessia –
mi fa accomodare in una stanza dove le maschere si confondono con disegni e murales; mi accomodo su una poltrona mentre tira fuori alcuni disegni.
– hai portato qualcosa anche tu? –
– si – le porgo il disegno e parliamo delle modifiche che mi piacerebbe fare, mi propone alcune idee per i colori e mi piacciono.
– ok cinque minuti e sono pronta – dice Alessia preparando il disegno con le modifiche.
– paura? – mi chiede la mia amica Cinzia.
– no, anche se non so cosa aspettarmi –
– primo tatuaggio? – chiede Alessia.
– si –
– l’accompagno per fargli coraggio – aggiunge la mia amica ridendo.
– il battesimo del fuoco – prosegue la tatuatrice.
– già, ho impiegato un po’ di anni a decidermi… –
– macché! – esclama Cinzia – se non te l’avessimo regalato saresti ancora lì a far finta di pensarci… –
– davvero – rido con un po’ di nervosismo misto a imbarazzo.
ho 41 e sto per farmi un tatuaggio.
un teschio messicano.
quelli tutti colorati, che sono fatti per il giorno dei morti.
dolcetti di zucchero colorati di colori sgargianti per ricordare i propri defunti ed esorcizzare la paura della morte.
ho 41 e sto per farmi un tatuaggio.
ho sempre amato i teschi, non in maniera feticista ma hanno sempre esercitato su di me un fascino particolare.
e tra poco uno colorerà in maniera indelebile il mio corpo.
ci ho pensato molto prima di questo giorno, dal momento in cui ho preso l’appuntamento non ho fatto altro che pensarci, se stavo facendo la cosa giusta, se me ne sarei pentito prima o poi.
dopo tanto pensare sono giunto alla conclusione che mi piaceva e non mi sarei stancato di vederlo sulla mia pelle.
è come un quadro che ho a casa, proprio davanti al letto: Nighthawks di Hopper.
lo trovo un quadro di una bellezza disarmante e non mi stancherò mai di guardarlo.
– ok pronta – Alessia interrompe il flusso di pensieri e mi riporta al presente, allo studio Inkplosion.
– ok –
mi alzo mentre lei prepara il lettino, mi spiega tutto con calma, dandomi fiducia e tranquillità.
– ora ti applico il disegno così vediamo come sta, tieni le gambe diritte coi piedi uniti –
obbedisco.
– ok, direi che ci siamo, guarda un po’ se ti va bene –
mi guardo allo specchio e già mi piace, se avevo ancora qualche dubbio viene spazzato via dal disegno preparatorio.
– ok, cominciamo –
Cinzia mi guarda e sorride.
– ti dico quando sto per iniziare, qualsiasi cosa fermami, ok? –
– ok,a dopo la devitalizzazione mi sento di poter sopportare qualsiasi dolore –
sento il rumore della macchinetta.
non saprei come definirlo, ho visto un sacco di trasmissioni sui tatuaggi su DMax e non mi è nuovo il suono.
– ok, inizio – dice lei.
sento l’ago che inizia a bucare la pelle, scopro poi dopo che gli aghi sono nove per il nero e undici per il colore.
pizzica e mi viene da grattarmi.
è un fastidio sopportabile.
– come va? –
– a parte che mi viene da prudere direi tutto bene –
– ok, procedo –
mentre me ne sto sdraiato sul lettino cerco di seguire i movimenti di Alessia per capire cosa sta disegnando.
chiedo alla mia amica di farmi un po’ di foto, per documentare il mio primo tatuaggio.
– tutto bene? – mi domanda sorridendo, lei ne ha cinque di tatuaggi.
– si, per adesso tutto bene. è sopportabile –
segue le linee e poi passa la carta, tutto ha un ritmo, il suono della macchinetta non lo sento quasi più; fa parte del ritmo, dell’arte che si va imprimendo sulla mia pelle.
ancora una volta mi chiedo se lo sopporterò per sempre.
in fin dei conti, mi rispondo, la mia faccia la sopporto da una vita.
direi che posso “sopportare” anche un tatuaggio sul polpaccio.
nel frattempo tra foto e chiacchiere il tempo passa.
– come va? –
– tutto bene, pizzica un poco –
– ci siamo quasi – continua lei tracciando le ultime linee – finisco le linee e poi ti puoi sgranchire le gambe per qualche minuto –
– ok –
ancora un paio di minuti e poi il suono della macchinetta si spegne.
– ok – dice Alessia pulendo il polpaccio – puoi alzarti e vedere come è venuto, io intanto vado a prendere i colori –
mi guardo allo specchio.
wow.
lo penso e lo dico.
– fantastico! mi piace già così –
se anche avessi un minimo di dubbi spariscono davanti allo specchio.
– mi piace davvero un sacco –
– bene, mi fa piacere –
lei va a prendere i colori e io mi incanto a guardare il mio primo tatuaggio che prende vita.- eccomi, accomodati pure che adesso ricominciamo –
– pronto –
riparte il suono, solo che stavolta gli aghi si sentono di più, ma niente di troppo doloroso.
– uhm questa parte la sento di più –
– sono le sfumature –
– ok –
ed è adesso che chiedo quanti aghi siano, chissà perché avevo la convinzione che ci fosse solo un ago per i contorni.
lei mi risponde che prima erano nove e adesso sono undici, disposti in maniera differente però.
– sopportabile? – mi chiede Cinzia.
– si, più fastidioso ma sopportabile –
avrei voluto fare un video e più foto, la prossima volta mi attrezzerò meglio.
mentre lei va avanti con le sfumature io scambio un po’ di messaggi con amiche e amici; li rendo partecipi della mia esperienza.
sono curioso come una scimmia e chiedo sempre che cosa sta colorando.
entrambe soddisfano questa mia morbosità facendo la telecronaca.
dopo un tempo che non so quantificare mi avvisa che ha finito.
guardo l’ora con coscienza e vedo che sono le 12:06.
abbiamo iniziato che erano le 10:30 circa.
– guardati pure –
mi giro e se prima era wow ora è un triplo wow.
– è bellissimo! complimenti! –
– grazie –
i colori sono fantastici, le ho dato carta bianca dopo le linee guida che abbiamo deciso all’inizio ed è fantastico.
– uh, aspetta che ho visto una cosa da aggiungere – mi dice guardando per bene il tatuaggio.
– ok –
mi rimetto sdraiato e finisce l’ultimo ritocco.
mi pulisce ancora e poi mi mette la crema e lo impacchetta con il Domopak.
mi spiega tutto quanto sulla cura della sua piccola opera: crema, lavaggio, niente sole, piscina e grattate.
eseguirò i suoi ordini con precisione, non vedo l’ora di mostrarlo in giro.
perché è bello. perché è il mio primo tatuaggio.
perché ho 41 anni e mi sono fatto il mio primo tatuaggio.
primo di una serie che non so dove andrà a finire.
ma un progetto già ce l’ho in testa, che gira da un po’.
vedremo.

per intanto sono orgoglioso di mostrare il mio tatuaggio a tutti voi.
potrà non piacere.
le critiche sono ben accette.
ma la pelle è mia e mi piace.
colgo l’occasione per fare i complimenti ad Alessia e allo studio Inkplosion di Genova Sestri Ponente.

e poi ho ripreso a scrivere.

 

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