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Frida Kahlo

scrivo subito, appena terminato di vedere il film su Frida Kahlo.
lo faccio perchè ne sento il bisogno dentro, come quando hai qualcosa da urlare al mondo e vorresti che tutti ti sentissero.

Ah Frida. non sto a scrivere la sua storia, non ne sarei nemmeno capace, provo a descrivere come si è fatta spazio in me.

non so nemmeno come è cominciato, forse con un amico che me ne ha parlato, poi l’ho messa come spunto lì, nella testa da qualche parte, in un cassetto; poi devo aver cercato qualche notizia sul web.
poi dopo ancora qualche tempo la mostra a Roma che sarebbe poi arrivata a Genova; e allora ho cercato e letto “Viva la Vida” di Pino Cacucci, direi divorato, mi ha provocato un tumulto di emozioni dentro, poi la mostra…

vedere le sue opere dal vivo, sentire la voce dell’audioguida, ha suscitato in me nuove emozioni, come forse nessun altro pittore ha fatto finora.
eppure non si può dire fosse bella, nè che i suoi quadri siano spettacolari.

ma c’è in loro così tanta passione, così tanto amor, che se ne rimane travolti e se non si prende fiato si rischia di non uscirne più. rimani lì tra quelle opere, e ti gira la testa tra colori, sguardi penetranti e fiori.

e poi ripensi al libro, a quel monologo, a quella vita di dolore e passione. alla forza di dipingere, di amare e di essere amata.
e decidi di non resistere, di lasciarti andare e sai già che ci tornerai a vedere quella mostra.

e poi stasera il film, quello del 2002 diretto da Julie Taymor con Salma Hayek… ti lascia senza fiato per la bellezza e la crudezza di alcune scene.
e ti sembra quasi di conoscerla, e vorresti conoscerla ancora di più e domani cercherò altri suoi libri; i suoi scritti, le sue lettere d’amore ai suoi amanti.

e prima o poi andrò a Coyoacán a vedere Casa Azul.

gracias Frida y viva la vida!

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