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non mi veniva in mente un titolo decente per questo post.
sono in autobus per tornare a casa dopo una serata passata a casa di un amico a giocare a Cranium e Trivial Pursuit.
una serata tranquilla, di quelle in cui ridi come uno scemo per un nonnulla e va tutto bene.
ridi da farti venire il singhiozzo, che erano anni che non ti succedeva.
poi il mal di testa e il sonno arrivano piano piano e ti portano via questa superficialità piacevole e sana.
ora me ne sto su un bus, verso casa con un po’ di musica nelle orecchie e la voglia di dormire e di scrivere.
scrivere che le feste non mi fanno più effetto se non perché mi permettono di stare a casa due giorni di fila senza chiedere permesso al lavoro.
scrivere che forse sono giù e ho smesso di credere all’amore, quello con la a maiuscola.
quello che ti fa battere il cuore senza motivo è fremere e sentire le farfalle nello stomaco.
quello che ti fa sognare, che ti fa sperare e credere in un mondo migliore, almeno al vostro.

ma no, non ce ne sta più dentro di me di questa speranza, di questi sogni.
è vero che l’amore non va cercato disperatamente, ma se non si è un minimo predisposti c’è poco da fare.
non si può accogliere l’amore se non ci si crede più; o meglio io ci credo anche, ma non al mio.
non più.

alla volte mi sento stanco, alle volte è difficile essere presente per gli amici più cari, avere una parola di conforto o anche solo sedersi e stare ad ascoltare il loro cuore, i loro problemi.
alle volte riesci a farti carico delle loro preoccupazioni, alle volte non ce la fai ed è una sorta di fallimento.
come potrei dare tempo e amore in maniera totale a un’altra persona?
davvero, non ce la faccio.
è anche vero che amore e amicizia sono differenti, forse sono i due lati della stessa medaglia o forse no.
forse non sono più in grado di distinguere la differenza.

alle volte mi accorgo che sono io che evito di dare una seconda chance a una nuova conoscenza.
forse a vivere da solo mi sono abituato talmente tanto a me stesso che mi basto.
forse so che a guardare bene dentro di me non c’è proprio una bella persona.
alle volte ho scatti di rabbia che non riesco a sfogare, dovrei iscrivermi a nuoto per scaricare le energie del lavoro.
forse se avessi qualcuno a casa parlerei con questa persona per stare meglio, per farmi coccolare e comprendere.
ma forse voglio tenere al sicuro questa fantomatica lei ed evitarle la parte oscura.

la parte che non mi piace e che alle volte mi fa paura.

sono da poco arrivato a casa, Penny mi ha fatto le solite feste di quando varco la porta d’ingresso.
lo fa sempre, anche se esco per andare a fare la spesa.
si rotola per terra con la pancia all’aria in attesa di grattini e carezze.

il mal di testa sta passando, così riuscirò a prendere sonno prima, domani mi aspetta un bel turno lungo.

non ho voglia di rileggere quello che ho scritto perché molto probabilmente lo cancellerei, quindi mi preparo per andare a dormire.

auguri a tutti, in ritardo.

scusate. notte.

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