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buonasera, non mi sono perso da qualche parte nel mondo… almeno non ancora. per quello ci sarà sempre tempo.

la Reading Challenge sta andando avanti, anche se non bene come speravo.
il primo libro è stato Cloud Atlas di David Mitchell. avevo visto il film in precedenza, appena uscito, ma nonostante questo sono riuscito a fare abbastanza bene il vuoto e non ricordavo praticamente nulla se non i volti di alcuni protagonisti.

E’ un libro scritto in maniera particolare: a panino.
Nel senso che è strutturato a strati: i protagonisti del libro sono 6 e le loro storie si rincorrono in un tunnel temporale che va da un lontano passato di navi, esploratori, evangelizzazione e malattie, passando per l’energia atomica e i complotti loschi per nascondere la verità fino ad arrivare alle note di una musica assoluta e totale negli anni 30 di un’Europa che si stava riprendendo dalla Grande Guerra per gettarsi in una nuova guerra di lì a pochi anni, un editore inglese braccato dai debiti alla ricerca del grande libro e poi un futuro lontano dove gli uomini clonano e schiavizzano simulacri umani creati apposta per servire… e per ultimo in un mondo ormai rinato dopo l’Apocalisse dove alcuni uomini cercano di sopravvivere negando la verità e nello stesso tempo ricercandola tra le radici immerse nella notte dei tempi.

un libro che si arrotola su se stesso, si fa seguire bene anche se bisogna prendere il ritmo. un buon libro.

il secondo libro: Emma di Jane Austen.
non ce l’ho fatta. ho dovuto abbandonarlo dopo poco più di un centinaio di pagine.
forse mi aspettavo qualcosa d’altro, forse i ricordi di Orgoglio e pregiudizio erano troppo lontani o forse quando lo lessi al liceo avevo un altro umore ed ero meno prevenuto sui grandi classici.

peccato. cercherò di recuperarlo a fine lista.

il terzo libro è stato: Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer.
di questo libro, da cui è stato tratto un film che non ho ancora visto, ho ricevuto pareri contrastanti.
Nana me l’ha decantato dicendomi di leggerlo subito.
una mia amica, “avversaria” nella Reading Challenge, me l’ha vivamente sconsigliato.

l’ho letto. e mi è piaciuto.

è un libro strano perchè Oskar è strano. non si può dire che non lo sia, ma forse è la sua stranezza che lo rende particolare. è alla ricerca il piccolo Oskar, una ricerca che lo porta a girare le porte di una New York ancora ferita dall’attacco alle Torri Gemelle.
è un susseguirsi di flashback, di storie e aneddoti famigliari. alle volte ridi e alle volte le lacrime fanno capolino.
e lui continua ad andare avanti, tra bugie, lividi e googolplex di tante cose…

bel libro. un romanzo di una crescita e di una ferita che piano piano si chiude.

ho iniziato il 4* libro della serie: Triste, solitario y final di Osvaldo Soriano.

buone letture a tutti.

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