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stasera è sabato sera.
no, non è vero: è venerdì sera.

ma dentro la mia testa è sabato. e vorrei bere una birra dopo l’altra per sbronzare la testa e il cuore.

vorrei farlo se domani non dovessi andare al lavoro. e invece ne bevo solo una e gli occhi si velano comunque un poco.
un poco di tristezza li velano.

si sa che le sbronze non sono sempre allegre. stasera non sono sbronzo.

e stasera non è sabato sera. ma vorrei mandare giù un paio di rosse, di quelle con il retrogusto amaro, che però ti lasciano quel gusto buono in bocca, sul palato e sulla lingua.

e stasera vorrei averti seduta davanti a me, tu, che non so chi tu sia.
capelli sciolti, del colore che piacciono a me.
guardo i riflessi della birra sotto la luce del pub e poi guardo le punte dei tuoi capelli tra le tue dita curate.
hanno lo stesso colore.

e lo sai che quando muovi le dita sul bordo del bicchiere io seguo quei movimenti come ipnotizzato, guardo le tue dita e poi il boccale che porti alla bocca con un movimento lento e studiato.

le tue labbra rosse come ciliegie.
baci quasi il bicchiere e io mi perdo nei miei pensieri e nei tuoi lineamenti perfetti.

ordino un’altra birra, ancora una mi dici tu.
si, stasera ne ho bisogno, stasera ho bisogno di sentire la testa leggera e quando arriva faccio tintinnare il boccale sul tuo.

tu sorridi e mi dici, salute.
sorrido e tu di rimando.
i tuoi capelli fanno ombra sul tuo viso.

mi piacciono le ombre che si formano, quell’incontro tra chiari e scuri sulla tua pelle, le tue labbra attaccate al bordo del bicchiere, la schiuma fresca sulle mie labbra e poi, e poi il bordo del bicchiere sulle mie ed è quasi come se si incontrassero.

le nostre labbra.

e tu sorridi e spezzi l’incanto appoggiando il boccale al tavolo di legno ruvido.
mi passo le mani tra i capelli corti, li ho tagliati oggi che mi parevano troppo lunghi, come la barba che cresceva incolta e mi faceva più vecchio dei miei anni.

troppi alle volte sulle mie spalle strette.
pochi quando sento il sole sulla pelle.

troppi pensieri per quegli occhi, mi dici tu sapendo che non ho più il coraggio di guardare i tuoi.
abbastanza, rispondo io bevendo ancora, un lungo sorso senza prendere fiato, poggio il boccale mezzo vuoto.

o mezzo pieno.

rossi i capelli, rossa la birra e rosse le labbra.
rosse le unghie.

rosse le mie guance. come quando ero sedicenne.
quando sentivo il sole sul viso d’estate e forse mi innamorai per la prima volta.

ma ora voglio solo bere ancora una birra.
ma tu mi fermi.

poi come ci torni a casa?
a piedi, rispondo io sorridendo.

faccio due passi e mi sveglio o forse mi fermo a guardare le stelle e la luna in cielo…

vuoi compagnia?

forse avrei dovuto bere una birra di meno.

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