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non si muove un bava d’aria. niente.
stasera non mi hai chiamato. nemmeno un messaggio. avrai avuto da fare; chissà, magari il lavoro ti avrà tenuta impegnata o sei uscita con le amiche per un cocktail e una passeggiata lungomare.

io intanto ho finito le birre nel frigo. non ho da bere più niente se non acqua fresca. la mando giù un bicchiere dopo l’altro.
e guardo il cielo grigio verso l’orizzonte, nubi scure si stanno addensando e spero che portino pioggia.

almeno toglie un po’ questo caldo, toglie questa cappa che ho sopra il cuore e che non se ne va nemmeno con tutte le birre che ho in frigo.

una saetta all’orizzonte annuncia un temporale estivo; si alza il vento ancora caldo e i fogli che ho sul tavolo volano via. li lascio andare come cerco di lasciare andare i miei pensieri.

lentamente le nuvole si muovono verso di me ed esco sul terrazzo, il mare di sotto è ancora calmo, ma entro pochi minuti si gonfierà e spazzerà la costa con una mareggiata che domattina sarà soltato un ricordo lontano di una notte d’estate.

mi accorgo di avere la maglietta attaccata alla schiena la stacco con una mano che pare stacchi una seconda pelle, lentamente una goccia scende dal base del collo verso il basso, si perde tra le cicatrici  e le imperfezioni del mio corpo.

mi appoggio alla ringhiera, guardo di sotto e vedo la gente che passeggia a pochi metri da me, non hanno ancora fretta: hanno ancora davanti tutta la sera e si vogliono godere ogni momento della serata.

ecco che un altro lampo scende dal cielo al mare.
l’aria diventa frizzante, elettrica, direi in maniera banale.
arriva il tuono e la gente si gira a guardare e poi qualcuno si affretta verso il parcheggio.

io preferisco guardare il temporale che si avvicina.
ed ecco che arrivano le prime gocce, grandi, pesanti e calde.

anche loro.

sarebbe un sogno girarsi e vederti uscire sul terrazzo coi capelli sciolti e lunghi e il vestito bianco, quello che mi piace tanto quando lo indossi.
svolazzante e leggero.
come te.

ma quando mi giro la porta rimane vuota e l’acqua arriva giù forte come il peggior temporale estivo.

e così mi godo la pioggia, sognando di te e del tuo sorriso, dei tuoi capelli e dei tuoi occhi profondi.

buanotte ovunque tu sia.

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