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non so perché sto scrivendo questo post, forse perché non ho niente da leggere in autobus mentre vado a casa dei miei. 
alle volte, in sere come questa, vorrei viaggiare fino all’alba, con la musica nelle orecchie e gli occhi attaccati al finestrino a guardare le cose che mi passano affianco.

ma ci vorrebbe qualcuno a scrivere per me. 

che oggi mi sembra sabato e domani domenica e la passerei con le persone a cui voglio più bene.

che non ho più voglia di stare chiuso in un buco. 

che il mio lavoro mi sta stretto. 

mi fa perdere le cose della vita.

mi fa perdere treni e coincidenze.  

mi fa trascurare gli amici.

che non se lo meritano. 

che starei ore sedute a un tavolo a parlare, bere vino e parlare fino a mattina. 

che allora non sentirei la stanchezza che ho dentro.

la stanchezza che ogni tanto mi suggerisce di mollare tutto, di lasciar perdere le cose belle della vita. 

e allora cerco di sorridere.

riguardo le foto della serata. 

e niente. 

lascio che il vino scorra e scenda piano. 

tra poco scenderò dal bus e camminerò per le vie solitarie della mia città. 

il Natale non mi fa più effetto. 

lo vivo solo per quel giorno e basta. 

lo vivo per quei due giorni di stacco, di assenza di lavoro. 

vorrei riempirmi degli sguardi degli amici, quelli veri. 

che di quelli a cui devo sorridere e basta non ne ho più voglia. 

che vorrei dire a certe persone che senza di loro non potrei stare. 

che alcune mi mancano. 

che di alcune invece non mi interessa nulla. 
poi. 

poi arriva il vino e si fa spazio tra i pensieri e scrive per me. 
“dio. che noia alzarsi per andare al lavoro, vedere persone che fanno le stesse domande tutti i giorni. le stesse, sempre. 

e tu ti sbatti per trovare nuovi termini per spiegare le stesse cose. 

e a volte il sorriso non esce e senti un peso di un lavoro alienante sulle spalle. 

un lavoro che pesa sempre di più se ti mancano certi amici. 

su, che non stiamo a raccontarcela. 

sai che ti mancano. 

che senza di loro il lavoro non è lo stesso. 

che hai voglia di abbracciare certe persone, per non lasciarle andare. 

che ti piacciono certi occhi e certi sguardi. 

che se potessi ti innamoreresti di tante amiche. 

che ognuna ha una bellezza dentro che altre non hanno. 

che sennò non sarebbero tue amiche. 

che ti piacerebbe sapere il sapore delle loro labbra, che vorresti soffermarti ad annusare lo spazio tra l’orecchio e il collo. 

che certe imperfezioni ti piacciono. 

che ci sono segni che ti si imprimono nella mente e nel cuore. 

che proprio in cuor tuo conservi con dolcezza e con amore certi gesti che molti danno per superfluo. 

per scontato. 

che l’alcool parla per te. 

adesso. 

che forse è meglio che stia zitto e lasci che le parole girino dentro di te. 

che vanno custodite con cura, come oggetti preziosi. 

si, è meglio così. 

che certe cose devono stare chiuse forte. 

dentro. 

si, è meglio”. 

 

tra poco scendo. 

farò foto fino a casa dei miei.
grazie della serata, grazie dei sorrisi e della compagnia. 

il vino in compagnia è più buono. 
e ora sono cinque minuti dopo l’una. 

sono a letto. 

nel mio letto, nella mia stanza di quando avevo 16 anni. 

e vorrei sognare come facevo allora e alzarmi per andare a scuola.

e dirti che il futuro non sarà così brutto, che ti innamorerai di persone giuste al momento giusto. 

si anche di quelle che non ti ameranno mai. 

che la vita è fatta anche di questo. 

che non va messa da parte perché non sarai corrisposto. 

perché finché sarai capace di amare andrà tutto bene. 
“vorrei dire ancora una cosa, ma no. auguro buonanotte a chi mi pensa”.
e bon. ho terminato qua la serata di scrittura con ben due post.

dedicato a chi mi segue e non molla, a chi aspetta il prossimo post. 

a chi gli piace leggere quello che scrivo. 

buonanotte a loro, per stanotte buonanotte solo a loro. 
a chi è distante. a chi è vicino e non sa quanto. 

buonanotte.

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