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ci sono canzoni che ti entrano in testa, così, fin dalla prima volta che le ascolti.
hanno una magia che ci lega, indissolubilmente.
non ci sono altre spiegazioni.
succede.

fatto sta che camminiamo vicini, quasi addosso uno all’altro e stiamo zitti zitti.
l’aria è fredda e il cielo sopra di noi è pieno di stelle; camminiamo in silenzio e guardiamo avanti, ognuno perso nei propri pensieri.
non c’è imbarazzo nel silenzio che ci avvolge.
< senti >
< dimmi >

silenzio.

prendi fiato, guardi verso il basso seguendo il movimento dei tuoi piedi.
uno dopo l’altro in avanti.
io mi ripeto le parole della canzone che da stamattina mi è entrata in testa e da lì non se ne va più.

“fare i conti con i soldi contati, dare il meglio solo sul dancefloor”
< che cosa ti è piaciuto di me la prima volta che mi hai vista? >

< tutto >
silenzio.
ti fermi e mi guardi.
< no, sul serio, che cosa ti è piaciuto? >
< no, davvero, tutto non va bene? >
< no >

sospiro.

non è difficile andare al primo giorno che ti ho veduta.

“quanto sei alta non ci ho mai pensato, ti ho sempre vista bellissima”

< ok >
il fiato si condensa tra di noi.
< allora… >
tu mi guardi coi tuoi occhi attenti, seguono i movimenti del mio viso, delle mie labbra.
guardo le tue mentre rimando a memoria quel giorno.
un giorno come un altro, ma non così uguale agli altri perché ti ho vista per la prima volta.
< la tua luce >
< scemo >
< no, sul serio, la tua luce >
< come una lampadina? >
< no, no >
< quindi faccio luce? >

“poi addormentarsi rovesciati senza più i vestiti”

< era meglio se ti accontentavi di tutto >
< già >
ti guardi la punta delle scarpe. ti dondoli sui tacchi con le mani in tasca, come le bambine imbronciate non tiri su gli occhi.
< ci sei rimasta male? >

“del denaro, del mio cane, dell’amore che imparerò a fare. della guerra, quella vera. della terra dalla luna”

< no, sapevo che avresti detto: tutto >
< prevedibile, eh? >
< no >
mi guardi, vorrei baciarti, un bacio delicato, di quelli leggeri.
un bacio per sentire le tue labbra screpolate dal freddo contro le mie labbra screpolate dal freddo.
sorrido.

“di che cosa parla veramente una canzone, di che cosa parla veramente non lo so”

< non vuoi sapere cosa mi ha colpito di te? >
< preferisco rimanere con il dubbio… >
< scemo >
< ancora? >
< mi piace dirtelo >

ti allontani mentre faccio risuonare in testa le parole della canzone che mi è entrata in testa.

“mi piacerebbe vivere in comune, ma sono bravo solo a star da solo”

mi abbracci, così all’improvviso, mi tieni stretto a te. posso sentire il tuo profumo, e ti stringo a me.

in silenzio.

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