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ci sono mattine che iniziano con un raggio di sole che ti sveglia presto e ti lascia ancora voglia di startene a letto, a lasciar riposare gli occhi mentre le lancette compiono giri su giri, uno dietro l’altro, fino a che il sole sparisce dal rettangolo della finestra e tornano a brillare le stelle.

e invece ti alzi, fai la lavatrice e ti butti sotto la doccia. poi esci e ti prendi un caffè e mentre sei sul bus a leggere “Tutti i nomi” di Saramago ti viene l’illuminazione per scrivere.

e cominci.

c’è tanta luce da far tenere gli occhi socchiusi, le tende sono aperte e il sole se ne frega dell’intimità di una camera da letto; entra senza chiedere il permesso e si riflette sulle lenzuola bianche e pulite, gioca tra le tue gambe lisce e abbronzate.

come fai a dormire ancora me lo sono sempre chiesto. io amo dormire con le persiane aperte, ma appena sorge il sole mi sveglio: non c’è santo che tenga.

sale il sole e apro gli occhi.

tu invece te ne stai rannicchiata nel tuo angolo di letto e continui a dormire.

non un cenno di dissenso alla prepotenza del sole, non una smorfia quando il sole si riflette sullo specchio e cerca di filtrare tra le tue ciglia.

niente.

e così non mi resta che dedicarmi al mio hobby preferito dell’estate: guardarti dormire avvolta dal sole.

scosto leggermente le lenzuola per scoprirti: indossi solo un paio di slip bianchi, pancia sotto, ti si vede il segno dell’abbronzatura, sottile e bianco, sulla bella schiena.

abbasso le lenzuola ancora, fino a liberarti le lunghe gambe. non ti muovi ancora, il respiro è talmente leggero che si nota a malapena il sollevarsi della schiena.

ancora qualche minuto e sarai completamente immersa nel sole.

mi faccio un poco più indietro e mi tiro su, a sedere, sul letto, per vederti meglio.

alle volte ho bisogno di imprimermi certe immagini a fondo nella retina, per tenerle strette con me e poterle riguardare ogni volta che sentirò il freddo dell’inverno dentro.

mi allungo verso il comodino e prendo il cellulare.

ho bisogno di farti delle foto senza rompere la magia di questo momento.

– rimani così – sussurro al sole e a te – sei perfetta –

il sole ti ha avvolto completamente e tu ti sei fatta ancora più piccola e lucente, il bianco delle lenzuola ti avvolge come un nido; fai un respiro più lungo e profondo, ti stai per svegliare e so che mi sorriderai ancor prima di aprire gli occhi.

perché sai che io sono qui a guardarti.

ti giri e ti stiri nel sole, inarchi la schiena e io sento un tuffo al cuore: mi torna in mente la mattina dopo la nostra prima volta.

c’era il sole e faceva caldo, era quasi come oggi ma io ero sveglio da molto più tempo, da prima che il sole entrasse in camera, e fissavo il soffitto ancora incredulo.

rimasi così non so per quanto, respiravo appena per paura di svegliarti, di svegliare me da questo sogno.

arrivò il sole, la sua luce entrò in camera in punta di piedi e poi irruppe come l’acqua da una diga e ogni cosa si fece luminosa. mi tirai su e rimasi a guardare il tuo corpo splendido e splendente nel sole.

poi ti girasti dopo un lungo respiro e io rimasi folgorato dalla tua bellezza.

mai corpo di donna mi fu così caro.

mi sorridesti stirandoti e fu l’inizio della nostra storia.

tu, il sole e io.

i miei ricordi più belli sono di te immersa nel sole, anche negli inverni più freddi il sole ci è sempre stato vicino.

e oggi, dopo 12 anni, ancora perdo la testa guardandoti che ti stiri nel sole.

e poi mi sorridi e tutto si fa più luminoso, e diventa quasi trasparente, diafano e ti confondi con il sole che piano piano passa e lascia quel profumo d’estate che ti fa venir voglia di correre al mare e tuffarti in acqua e nuotare fino a quella boa distante e stare in acqua, occhi negli occhi con le gocce di mare che bruciano e quel sapore salato sulle labbra che solo le tue potranno stemperare.

finita l’illuminazione rimane quel sapore sconosciuto, torno a leggere con un po’ di malinconia.

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