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sono steso a letto, fa caldo e non ho un ventilatore che funzioni, sento le gocce di sudore scendere dal collo e andare verso il lenzuolo, trasformandolo in un sudario.

sono stanco, ho la schiena che fa male con le sue due vertebre schiacciate e la coscia destra presa a stilettate.
vorrei fosse già venerdí che sarò in festa, che potrò andare in giro per la mia città; senza una meta, solo coi miei pensieri.

mi sono fermato, non so più cosa scrivere di sensato. vi capita mai di voler scrivere di qualcosa o qualcuno, ma non ne siete più capaci? mi sento un po’ così, in qualche modo legato, le parole si legano tra di loro e non escono.

vorrei tornare un poco indietro nel tempo, non di tanto. forse cambierei le parole, rivedrei le priorità. alle volte quando parliamo non pensiamo bene alle conseguenze, diciamo una cosa come fosse normale. ma non comprendiamo mai appieno che tempesta possiamo procurare nella persona che ci ascolta.
diamo troppo spesso tutto per scontato. come fosse normale.
che poi è normale.

mi passo la mano sul collo, sembro appena uscito dalla doccia, ci vorrei passare la notte se poi non mi arrivasse una bolletta del gas a 6 zero (o zeri).

chiedo scusa un po’ a tutti.
ma sento il bisogno di scrivere, ora più che mai, mi accorgo che alla sera devo mettere nero su bianco della mia vita.
lo faccio per dimostrare che ho fatto e detto certe cose, lo faccio per essere vivo, lo faccio perchè possiate leggere la mia vita.

scrivo perchè mi piace, scrivo perchè ti piace.
spero continuerai a leggermi anche quando avrò i miei momenti da blocco dello “scrittore”, anche quando non riuscirò a leggere quello che scrivo.

mi metto a dormire. affondo con il lenzuolo come fosse una zattera in mezzo al mare.

buonanotte.

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