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– che fai? – me lo chiedi mentre esci dall’acqua e ti avvicini a me.
– ascolto una canzone –
– quale? –

come mi succede spesso ultimamente vengo sommerso dai ricordi, e faccio un balzo indietro nel tempo.
vado indietro a qualche anno prima, ultimamente mi accade spesso. forse che il passato è meglio del presente?
non credo.

sono in anticipo, come al solito, tu lo sai e scendi sempre qualche minuto prima.
avevo voglia di camminare quella sera e ne approfittai per fare due passi in centro, avevo le cuffie e stavo ascoltando i Coldplay, l’album era Parachutes.
era da qualche mese che non facevo che ascoltarlo, c’era un qualcosa nelle parole, nella musica, che si adattava perfettamente alla mia situazione malinconica.
eppure non sarei dovuto esserlo, non adesso. no.
da quando ti avevo conosciuta c’era questa canzone che mi girava in testa, non potevo fare a meno di ascoltarla decine di volte al giorno.
la sera, a letto, la mettevo in loop finché non mi addormentavo o non si scaricavano le batterie.
la canzone è la stessa che ascolto adesso quando voglio pensare a te più intensamente…
Yellow.

quella sera camminavo con le cuffie ben calcate sulle orecchie, il volume alto e Yellow in loop.
passo due volte davanti al tuo portone, alla terza mi siedo su una panchina ad ascoltare la canzone e la canticchio a bassa voce.
non mi accorgo che tu nel frattempo sto uscita dal portone e stai proprio dietro di me.
mi sento togliere le cuffie, mi sto per girare arrabbiato quando sento il tuo profumo e tiro la testa all’indietro.
incrocio i tuoi occhi e ti guardo mentre mi sorridi e ti metti le cuffie.
rimani un po’ in ascolto e poi mi domandi ad alta voce che canzone è.
io rido.
– cosa c’è da ridere? – urli ancora tu.
mi alzo e mi siedo sullo schienale della panchina, alzo le cuffie.
– rido perché stavi urlando –
– ops – fai tu arrossendo un poco.
– comunque la canzone di intitola Yellow ed è dei Coldplay –
ti rimetti le cuffie tenendo le tue mani sulle mie.
mi piace il tuo tocco delicato.
– mi piace – dici tu, a bassa voce stavolta.
– anche a me, molto –
stai in silenzio tenendo le mie mani ferme sulle cuffie.
poi sorridi.
– ricomincia – dici poi togliendole.
le mani restano unite, sulle cuffie che diffondono il suono nella piazza.
– mi piace davvero molto – mettendo il cd in pausa.
– cosa dice? – mi chiedi sedendomi accanto a me, rimangono le nostre dita intrecciate, la tua mano sinistra con la mia destra.
ferme.
– parla delle stelle, delle stelle che brillano per te –
– per me? –
– si –
– oh – abbassi lo sguardo verso i tuoi piedi nei sandali.
– c’è un tale che ha scritto questa canzone per te –
– un tale? – fai tu guardandomi.
– si –
– non sei tu? –
– io? naaa, non sono capace a scrivere canzoni –
– ah –
– però ho detto a quel tale di scrivere la canzone per te – ti di un colpo leggero con la spalla destra sulla tua.
mi guardi e sorridi.
– ecco, così va meglio, hai recuperato bene –
– non mi credi? –
– uhmm – fai lo sguardo pensieroso verso il cielo azzurro, senza nuvole.
sembra settembre.
invece è ancora agosto.
– parla della tua pelle e delle tue ossa –
– delle mie ossa? – ti guardi le braccia abbronzate e le mani.
– eh cosa dice? –
– lui dice che si sono trasformate in qualcosa di meraviglioso –
– lo dice lui? – mi guardi con aria quasi accusatoria.
– lui lo ha scritto, ma gliel’ho suggerito io –
– uhmm – di nuovo non mi credi – mi sa che mi stai raccontando un sacco di bugie –
– io? trovo questa tua mancanza di fede… –
– insopportabile –
ridi.
ah quanto mi piace quando ridi, tutto diventa giallo, come il sole.
rido.
– quindi la mia pelle e le mie ossa sono diventate meravigliose – dici alzandoti in piedi, davanti a me.
illuminata dal sole sei ancora più bella, ti fai ombra con la mano per guardarmi.
– si, vero –
– e poi? cos’altro dice la canzone? –
– dice che ho nuotato e superato linee per te –
– e basta? –
– che le stelle brillano per te e che tutto è diventato giallo te l’ho già detto? –
– si –
– allora è tutto –
– uhmm –
mi prendi le mani.
– dove mi porti? –
– che ne dici di un bel tuffo al mare? –
– nuoterai per me? –
– certo! –
– allora andiamo –

esci dall’acqua.
ti ho mai detto quanto io impazzisca per i tuoi fianchi specie quando esci dal mare e mi vieni incontro?
si, forse almeno un centinaio di volte.
si.
– che fai? – me lo chiedi mentre ti avvicini a me.
– ascolto una canzone –
– quale? –
– e indovini ti do un bacio –
– e se non indovino? – si in piedi davanti a me.
– ne dai uno a me –
– ah –
mi sono tolto le cuffie e tu ti chini su di me tenendo le mani sulle ginocchia.
le goccioline d’acqua corrono verso il basso sul tuo corpo abbronzato.
– dici che indovino? –
– boh –
– Yellow? –
– hai vinto! –
– ma non ti annoia? risentire per così tante volte la stessa canzone? –
– no, mica mi annoio di te –
sorridi e ti inginocchi sull’asciugamano.
– oh –
– vuoi ritirare il premio? –
– perché no –
sai di mare e miele.
e tutto diventa giallo e so che le stelle brillano per te.

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