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ecco come mi sento: pillola azzurra o pillola rossa.

sabato sera tornavo a casa dopo essere stato da un amico.
mi sono visto riflesso nel vetro della porta del bus e mi sono visto grande.
invecchiato in qualche modo.

devo dire la verità, non è stato un bel vedere. mi sono sentito stanco, in qualche modo sconsolato. senza forze.

le forze le abbiamo dentro, dicono. può essere, ma alle volte si finisce l’energia che le alimenta, alle volte abbiamo speso tante energie prima che adesso ci si arrende, ci si lascia andare se avere la forza di dire: no, voglio andare avanti.

pillola azzurra o pillola rossa.

Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del Bianconiglio.

che poi in fin dei conti non è questione di scelta. io la mia scelta l’ho già presa tempo fa.
mi pare buffo scrivere qua queste cose.

ma alle volte, a me capita sempre, le frasi non mi escono dalla bocca, si fermano dentro, si impastano tra di loro le parole e non ne esce niente. solo qualche abbozzo di frase che non fa mai capire niente. mi pianto, balbetto, il cuore impazzisce, divento di tutti i colori e alla fine o dico tutto di corsa o ti parlo del tempo.

ecco, se ti parlo del tempo in verità sto cercando di dirti un’altra cosa…
sto cercando di dirti del tempo che ho dentro, di quello che c’è nella mia testa ed esce solo quando scrivo qua sopra, su questa maledetta tastiera. che vorrei farti sentire il suono che fa, che vorrei che vedessi quanto scrivo veloce quando sono qua davanti.

che tutto diventa più facile quando devo scrivere, che ad aprirsi agli altri ormai non sono più capace, ma non si può sempre scappare da quello che si ha dentro; perchè prima o poi ti acchiappa, ti stringe forte e ti toglie il fiato.
e non sai che fare e l’unico rifugio rimane scendere ancora più in fondo, più affondo dentro non c’è niente di buono.

non è come scendere nella tana del bianconiglio. non ci sono biscotti con su scritto “mangiami” e bottiglie con l’etichetta “bevimi”.
ci sono solo io e alle volte non è proprio una bella compagnia.

pillola azzurra o pillola rossa.

la mia scelta l’ho fatta una sera, tempo addietro quando ti ho fatto intravedere cosa c’era dentro di me. forse la porta era già un po’ aperta, io ti ho solo detto che ti saresti potuta accomodare.

ora vado a dormire. andrò a letto a rigirarmi pensando alla pillola rossa e a quanto sia profonda la tanta del bianconiglio. mi passerà il sonno pensando, ma forse arriverà e mi farà sognare un poco. che ultimamente gli incubi sono un po’ troppi.

buonanotte.

 

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