mi piace scattare le foto in bianco e nero.
mi piace pensare di riuscire a vedere la foto in bianco e nero mentre guardo un angolo della mia città, un volto, un oggetto che vedo a colori.

ci sono attimi che voglio immortalare che voglio che siano in bianco e nero.

[scusate è ripeterò spesso queste tre parole, le abbrevierò così la lettura risulterà essere meno fastidiosa, bw così vedo vada meglio].

perché i colori distoglierebbero l’attenzione dell’anima del soggetto ritratto.
amo il colore, davvero.
ma la maggior parte delle mie fotografie è in bw.
cerco di togliere alcuni orpelli, passatemi il termine, che mi separano dal cuore del soggetto. forse sto facendo un lavoro su me stesso per arrivarci. e credo che la strada sia ancora molto lunga… non ci ho mai pensato, se non adesso scrivendo, e potrebbe essere davvero soggetto di studio da parte mia.

chissà, magari una prossima mostra potrebbe vertere su questo studio.

ma a parte questo io vedo a colori, non ho ancora la capacità di desaturare il mondo per arrivare all’essenza del mondo stesso.

e i colori mi danno ancora un brivido lungo la schiena, che parte dalla base del collo e scende giù e io che faccio? scatto.
se posso.

ma questo post non vuol essere una lezione su come io veda il mondo, era nato dalle fortune della vista a colori.
perché?
perché se nel bw arrivo, o cerco di arrivare all’essenza, con il colore vedo quel che viene riflesso all’esterno, da quell’essenza stessa.
e ci sono certe essenze che mi fanno stare bene.

ecco di cosa volevo scrivervi oggi.
del fatto che amo perdermi in quei colori che vengono fuori dalle anime più belle.
e allora che faccio io? mi perdo nel sentimentalismo, cerco di andare a fondo e mi perdo.
ci sono colori che starei a osservare per ore, senza alcun senso di noia.

esprimono affetto sincero, limpido, trasparente… anche quando sono velati dal peso degli anni.
In altri vedo il cuore pulsante ed energico di una stella appena nata.
In altri ancora lo stupore e la meraviglia per ogni cosa che scoprono.

e quando mi capita di assistere a questi fenomeni imprimo quegli attimi nella memoria.
alle volte sono talmente fortunato che riesco a fissarli con il sensore della mia macchina fotografica.

e sono attimi che rimarranno nella storia, nella mia e nella loro.

Quando riguardo le foto e tolgo i riflessi delle loro anime tolgo tutti i miei filtri e guardo diritto nel cuore pulsante di quella stella.

faccio un lavoro per arrivare all’essenza.
e spesso non ci riesco.
ma quando succede ho fatto la mia miglior fotografia.

ma il momento migliore deve ancora arrivare: è quando mostro la foto.
a quel punto so di aver dato il meglio di me stesso o meno.

ho la fortuna di vedere i colori e senza di questo non saprei vedere in bw, ma la strada da fare è ancora lunga… per adesso mi godo i miei momenti davanti a una piccola stella o davanti allo stupore per un piccolo fiore sbocciato.

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