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sono le 23 e 33.
sono appena tornato a casa dopo essere andato un po’ in giro in skate
sì, avete le tto bene: un giro in skate.
ho una certa età a questo punto della mia vita e ho deciso di imparare ad andare in skate, come se fossi un quindicenne in piena crisi ormonale.
invece no, sono un quarantacinquenne in piena crisi dimezza età (sì, l’ho scritto come dice Caparezza in Ti fa stare bene. [ah, un consiglio, anche se non dovesse piacervi Caparezza: ascoltate bene questa canzone e anche tutto l’album Prisoner 709].
fatto sta che ho deciso di andare in skate a 45 anni e per adesso non mi sono ancora rotto nulla.
quindi va benissimo.

ma non sto scrivendo per dirvi questo.
no, sto scrivendo perchè ci sono sere che ti senti un nodo alla gola; ti prende così, all’improvviso.
e allora ti chiedi cosa c’è che non va.
e non c’è nulla che non vada.
è la vita che alle volte torna, come le onde del mare.
tu te ne stai lì, in spiaggia a leggere un libro o a perderti negli occhi di qualcuna o ancora a pensare alle parole di una canzone di cui non ricordi il titolo, ma il cui ritornello non ti esce dalla testa.
e quindi, dicevo, te ne stai lì a pensare ai casi della vita e quella ti arriva addosso all’improvviso e ti ritrovi con l’acqua fin sopra i capelli.
e per un attimo ci rimani anche male. un poco.
poi ti riprendi, ti alzi, scrolli il libro e la maglietta e ridi.
e intanto la vita ti ha inondato di ricordi che affiorano poco dopo senza preavviso.

e ti ritrovi a sospirare.
e sorridere.
sorrido sempre un sacco pensando al passato.
e va benissimo.
così arrivo a casa, metto su Nelly Furtado con Girlfriend in the city e mi stappo una birra.
che non è mai troppo tardi per bere una birra.
anche se da soli rimane un po’ così…
fatto sta che sto bevendo una buona birra fredda e ascolto belle canzoni.

quel nodo alla gola si è sciolto un poco. la birra aiuta a mandarlo giù meglio.
i pensieri della sera sono sempre i più difficili da tenere a bada, corrono veloci mentre il buio avvolge la camera.
e io ci provo a pensare ad altro, a dirigerli verso altri lidi, verso altri orizzonti, ma loro insistono e tornano lì, dove il cuore è pià vulnerabile, dove l’anima si sente più al sicuro, meglio.

e allora, visto che sono ancora bello sveglio a bere la mia birra fredda, faccio un brindisi a quei pensieri e a quelle persone che mi smuovono questi pensieri.
è grazie a loro se sono diventato così.
ne ho fatta di strada e ancora ne dovrò fare, ora sarà più facile visto che la farò sopra una tavola di legno d’acero canadese e palissandro (che nome figo).

il prossimo passo sarà il surf.
ogni cosa a suo tempo.
ho deciso di impare cose nuove. anche alla mia età si può fare.

ah. ho anche ripreso a leggere.
e sono felice di averlo fatto.
ho ripreso un buon ritmo e chissà che presto non riprenda con le recensioni.
e poi vorrei tornare a scrivere. ho una serie di racconti che mi piacerebbe portare qua sopra.
vedremo.

ora finisco la birra, ascolto ancora un po’ di Nelly Furtado e poi mi butto a letto.
domani si lavora.
vi lascio alcune foto della mia bellissima tavola 😀

buonanotte a tutti… a presto.

 

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