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Ho iniziato da poco a leggere “Essere una macchina” di Mark O’Connell edito da Adelphi.

La lettura mi risulta facile, ma solleva un sacco di domande alle quali non so dare una risposta al momento.
Ma è decisamente affascinante l’idea di poter, un giorno, fare un upload del proprio cervello e creare un IO digitale.

Solo che si stanno sollevando in me un sacco di dubbi a proposito del trasferimento all’interno di un supporto non a base di carbonio (giusto per rimanere in tema dell’ultimo libro letto).
Se il mio cervello (in tutta la sua interezza e molto accuratamente) fosse trasferito all’interno di un calcolatore e poi messo a capo di androide sarei ancora me stesso?

Il cervello manderebbe ancora l’impulso di portarti le dita alla bocca per strapparsi le pellicine? Cercherei ancora di mordermi l’interno delle labbra quando sono nervoso?
E ancora: mi mancherebbe sentire la pelle delle guance scaldarsi per un’emozione improvvisa? O la mancanza di battiti nel mio petto mi farebbe domandare ogni momento se sono vivo?

Sarei realmente vivo?
Quali sono le condizioni per cui definiamo un essere vivo?
Un cuore che batte sicuramente, l’alzarsi e l’abbassarsi del petto per l’aria che entra nei polmoni è un altro metodo scientifico a favore della tesi della vitalità di un individuo.
E il pensiero cosciente e indipendente lo sarebbe in egual misura? Anche senza le premesse precedenti?

Se il mio cuore e i miei polmoni non fossero in grado di muoversi da soli, ma fossi comunque capace di comunicare verbalmente e gestualmente, sarei considerato vivo?

Tutte quelle cose che faccio adesso, incosciamente, come toccarmi i capelli o la barba che fine farebbero? Sono risposte automatiche a stimoli che provengono dall’esterno o dall’interno?

So che sono tante domande e ancora ne ho, non so se questo libro mi aiuterà a trovare le risposte, ma mi piace pensare che tutto questo meditare non faccia altro che aumentare il senso di IO biologico.

Non siamo “solo” cervello, ma siamo un sistema complesso.

“Più che a un portatile, il sitema nervoso centrale di un essere umano si può assimilare ad altri sistemi complessi estitenti in natura, come i banchi di pesci o gli stormi di uccelli – ma anche ai mercati finanziari -, i cui elementi interagiscono e si aggregano a formare una singola entità dai movimenti intrinsecamente imprevidibili […] il cervello si riorganizza di continuo, sia sul piano fisico sia su quello funzionale, per effetto dell’esperienza concreta […] Sono proprio le caratteristiche che definiscono un sistema adattivo complesso quelle che minano la nostra capacità di predire o simulare il suo comportamento dinamico.” (Miguel Nicolelis).

E’ difficile pensare che essere in una macchina sia la stessa cosa di quando ero dentro un organismo vivente, che respira. Credo non sia questione di un’esperienza differente, ma credo si passi a uno stato cognitivo e fisico diverso.
Ci si trasforma in un’altra persona, un altro individuo che ha condiviso con noi parte di un cammino, prendiamo però un’altra strada che ci distacca da ciò che eravamo prima.

Sareemo ancora noi stessi?
Con gli stessi pensieri?
Con le stesse emozioni?

Tutte queste domande sono state formulate, ma mai approfondite, durante una serata in birreria con degli ottimi amici.
Inutile dire che io ero convinto che: sì, sarei rimasto la stessa persona, solo con una nuova esperienza di cui fare tesoro. Loro invece erano fermamente convinti che sarei stato una persona differente da quella precedente.

Insomma si sarebbero trovati davanti un me diverso e non solo per la forma fisica, immagino.

Ho lasciato questo pensiero a galleggiare nella mente per mesi, poi piano piano è tornato alla superficie con Altered Carbon e la sua pila e ora con questo libro che trovo estremamente affascinante e interessante.

Andrò avanti nella lettura e credo ci saranno altri post a riguardo prima di essere arrivato all’ultima pagina.
Se vi va lasciate un commento su cosa ne pensate.

Nota Bene:
Non ho conoscenze scientifiche su cui basare le mie convinzioni, ma devo fare affidamento su chi ha fatto studi e ricerche.
Io posso solo esprimere un mio pensiero libero e formato su letture e miei approfondimenti sul tema.

Detto ciò, buone letture a tutti.
A presto.

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