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ti siedi sul letto con gli occhi accesi.
sorridi furbescamente.
mi chiedo cosa tu abbia trovato di interessante in me.
ti porgo il bicchiere, il treno ha un sussulto e a momenti faccio io danno.
– fai attenzione che mi bruci –
– ops –
borbotti qualcosa mentre giro lo zucchero, guardo fuori e la campagna si trasforma in città.
– siamo quasi arrivati –
– di già? – domandi soffiando sul caffè – volevo viaggiare ancora un poco –
bevo e sposto lo sguardo sui tuoi occhi.
– mi piace viaggiare in treno, ma stava iniziando a diventare un po’ lungo… –
– sì, sì, dillo che ti stavi stufando di me –
– non sia mai – mi difendo allargando le braccia e facendo un inchino leggero.
– pff – ti giri guardando fuori – mi piace vedere il mondo che si muove, che scorre veloce e cerco con tutta me stessa di non perdermi nessun particolare, nemmeno il più piccolo… –
– però il bello c’è anche nell’arrivare a destinazione, scendere con le proprie valigie e respirare un’aria nuova –
– sì, anche quello, ma viaggiare da un luogo all’altro resta sempre la parte migliore del viaggio –
mi siedo accanto a te, beviamo il caffè e poi ti do un bacio sulla spalla nuda.
– che buon profumo… –
– grazie – sorridi.
strizzi gli occhi e mi piace quando lo fai.
sospiro.
– tutto ok? –
– sì, non ho voglia di prendere le valigie –
– meno male che ero io quella che non voleva scendere –
– ma no, solo odio infilare tutto quanto in valigia –
– questo perché tu hai tirato fuori tutto… per una sola notte – mi rimproveri.
– uhm –
mentre infilo alla bell’e meglio i vestiti nella mia valigia penso alla prima volta che ho fatto i bagagli per venirti a trovare a Berlino, eri lì per lavoro, stavamo assieme da tre mesi e non eravamo mai stati lontani.
misi cose a caso, un po’ di roba invernale e primaverile, al massimo avrei comprato qualcosa su.
ricordo la corsa in taxi per arrivare in tempo all’aeroporto mentre tu mi prendevi in giro per telefono.
e poi l’abbraccio agli arrivi.
quasi da immigrato che torna a casa.
– a che pensi? –
– a Berlino –
sorridi.
mi accarezzi il viso con espressione seria.
– che succede? –
– mi piaci tanto, lo sai? –
– me lo auguro sennò povera te che stai con me, così… –
– scemo –
– abbastanza –
mi fai un bacio sulla fronte.
– ti piaccio e mi merito solo un bacio sulla fronte? davvero? – faccio scioccato.
– certo… stiamo entrando in stazione e tu devi ancora chiudere la valigia –
– merda! –
infilo tutto alla rinfusa e poi mi tiro su.
– pronto! –
– andiamo allora – dici tu prendendomi la mano.

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