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mi prendi per mano e non so perché la mia mente va indietro di 7 anni.
ci siamo presi tante di tante di quelle volte per mano che mi chiedo come mai mi torni in mente adesso quella prima sera.

non stavamo ancora assieme, ci conoscevamo già da un po’ ma non mi ero ancora fatto avanti e non capivo bene cosa tu provassi per me o se almeno provassi interesse.
eravamo con amici a bere fuori, era inverno e fuori c’era freddo e il cielo era da neve
– secondo me nevica stanotte – dicesti sorseggiando la tua birra.
guardai fuori dalla finestra e diedi un’occhiata sospettosa al cielo plumbeo.
– uhm –
– uhm cosa mio caro, io per certe cose ho il sesto senso –
provai a ribattere ma mi fermai nei tuoi occhi e tu sorridesti.
sei fregato, pensai.
e così continuammo a bere fino a che tu non indicasti fuori.
– nevica – rimasi a bocca aperta.
ti guardai ed eri compiaciuta.
terminammo le birre e uscimmo.
dopo aver salutato gli amici ti porsi il braccio.
– posso accompagnarla a casa? –
– certo… ma non si metta strane idee in testa signore… –
– non sia mai –
arrivati sotto casa tua mi facesti salire.
– un caffè – dicesti alzando un dito.
– perfetto –

dopo aver bevuto il caffè iniziai a sentire arrivare il sonno e la malinconia.
– tutto ok? –
– sì, un po’ di sonno e un po’ di malinconia –
– per il sonno posso concederti il divano, per la malinconia un abbraccio… –
– accetto tutti e due – risposi facendomi avvolgere dal tuo profumo e dalle tue braccia.
– tutto si risolve – mi dicesti guardandomi negli occhi.
– lo so –
mi portasti un cuscino e due coperte.
– io sono di là se hai bisogno –
– ok –
un bacio sulla guancia e rimasi a osservare il soffitto per un bel po’.
al buio.
– dormi? – la tua voce arrivava dalla tua camera lontana.
– no –
silenzio, la neve assorbiva tutti i rumori.
poi i tuoi piedi sul pavimento.
ti sedesti sul divano.
– dimmi –
– mi manca dormire con qualcuno a fianco –
– come mai? –
– mi da sicurezza, tranquillità –
– vero –
ti sentii sospirare.
– prometti? –
– certo, puoi fidarti… –
prendesti la mia mano e al buio andammo in camera tua.
– destra o sinistra? –
– destra –
mi infilai sotto le coperte, c’era il tuo profumo ovunque.
– sei comodo? –
– si –
– allora buonanotte –
– buonanotte e grazie… –

passai una notte tranquilla, come non mi succedeva da tempo, mi svegliai verso l’alba ma bastò girarmi per vedere il tuo corpo accanto al mio, così vicino da sentirne il calore.
ero felice.
mi riaddormentai.
sereno.

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