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– senti – inizio mentre ci avviamo verso l’uscita della stazione.
– dimmi –
– tu pensi mai al nostro passato, a prima che stessimo assieme? –
– certo, ho un ricordo di qualche tempo dopo –
– sono curioso… –
– che strano, non lo sei mai… –
– senti chi parla –
ti fermi e mi guardi con la tua espressione di rimprovero, che detto tra noi mi piace un sacco.
– vuoi sentire o no? –
faccio sì con la testa e mimo la zip sulle labbra.
– ecco – riprendiamo a camminare – ci eravamo già visti un paio di volte, ma non era ancora successo nulla e non mi avevi più chiesto di dormire assieme, un poco mi dava fastidio però, cioè ero stata una dormita e via? – scrolli la testa – comunque una sera ero in giro con un’amica e non ricordo come litigammo in maniera furiosa, e io ci rimasi davvero male per quello che mi disse, mi lasciò a piedi in centro e cominciò a piovere, era tardi e io senza un ombrello –
– ricordo quella sera –
– che poi era mezzanotte passata… –
– e mi telefonasti –
– in lacrime –
ti lascio continuare, mi piace sentirti parlare.
– mi vergognavo come un cane a telefonarti, ma eri l’unica persona che mi avrebbe potuto aiutare, mi feci coraggio e ti chiamai –
– fu una sorpresa –
– già, mi dicesti che mi saresti venuto a prendere, ma ti convinsi ad aspettare a casa, era la prima volta che la vedevo –
– e c’era un casino… –
– suonai al citofono e mi apristi senza chiedere chi fosse, salii le scale e di nuovo le lacrime tornano a uscire e mi dovetti fermare prima di arrivare al tuo piano –
– ci mettesti una vita a fare tre piani –
– pensai che con la pioggia avrei potuto nascondere le lacrime, ma gli occhi erano talmente rossi che mi sgamasti subito –
– mi venne il cuore piccolo a vederti così, bagnata come un pulcino e con gli occhi rossi –
– mi facesti entrare e crollai quando dopo aver chiuso la porta mi copristi le spalle con un asciugamano –
– tremavi così tanto che pensavo ti saresti rotta sotto le mie mani –
gli occhi diventano lucidi anche adesso, ricordando.
– mi accompagnasti in bagno, c’erano un asciugamano e una tua tuta e una maglietta, ti guardai mentre chiudevi la porta, logicamente guardai l’ordine approssimativo del tuo bagno, pulito sì, ma andava sistemato un poco, presi la bottiglia del tuo profumo e mi venne voglia di mettermelo –
– quello almeno ti è piaciuto fin da subito? – ti chiedo.
– sì, quello sì… – mi accontenti tu.
sorrido.
– vabbè, mi feci una doccia bollente e stavo già meglio, poi misi il tuo profumo sulla pelle e mi vestii con tuta e maglietta, mi guardai allo specchio, ero una schifezza –
– non è vero –
mi guardi con gli occhi dolci.
– sei di parte –
– assolutamente –
– poi mi facesti un thè bollente e rimanemmo sul divano fino a che il sonno non iniziò a farsi sentire –
– fu una notte meravigliosa –
– dormimmo abbracciati e mi sentii meglio, protetta e a casa, fu una sensazione unica –
ti bacio io stavolta.
– me lo merito? – chiedi sorridendo.
– certo! –

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