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tutto si fece luminoso, poco alla volta risalii a galla dalla notte.
c’eri tu accanto a me.
– buongiorno –
– buongiorno – risposi.
– come hai dormito? –
– non ricordo di aver dormito così bene da – ci pensai su – da un sacco di anni –
ridesti.
e decisi in quel momento che un suono così bello non lo avrei più sentito.
– fa strano parlare di dormire, a letto, per un ragazzo e una ragazza –
ci pensai su un attimo.
– in effetti potrebbe non essere preso come un complimento – sorrisi.
– però mi fa piacere sapere di esserti stata in qualche modo d’aiuto –
– non sai quanto –
rimanemmo in silenzio per un po’, nella luce del mattino i tuoi occhi erano ancora più belli, mi faceva strano essere in una situazione così intima con una ragazza che non fosse la mia ragazza.
– a che pensi? –
– che mi fa strano essere qui, a letto con te –
– certo che sei in vena di complimenti stamattina, prima ti faccio dormire bene ora che ti fa strano… –
– scusa – mi affrettai a dirti – non volevo essere scortese… –
– ma va! – ti feci seria, un pochetto almeno – sono stata bene però –
– ma se abbiamo dormito… – ci pensai su un attimo – perché abbiamo dormito, vero? –
– certo… perché scusa non mi trovi bella? –
– sì, molto… –
– oh, sul serio? –
– certo, non scherzo mai su certe cose –
le tue guance diventarono rosse.
– grazie – chinasti il viso e un nuovo sorriso apparve.
– molto – ripetei.
un nuovo attimo di silenzio.
sembrò infinito.
poi mi abbracciasti a lungo.
– che buon profumo –
– ti piace? –
annuii.
mi accarezzasti il viso.
in un film ci sarebbe stato bene un bacio.
il primo.
ci fu un ennesimo sorriso.
e a me piaceva quando li facevi.
– caffè? – chiesi alzandoti.
– certo –

una nuova mattina ci sorprese sorridenti
la neve sui tetti rifletteva il sole e c’era silenzio, ovunque.
mi fermai a guardare il mondo con occhi nuovi.
poi mi chiamasti per il caffè.

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