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– andiamo al mare? – ti dico appena svegli la mattina che il sole non è ancora caldo.
– uhmm – fai tu e per tutta risposta ti giri e mi dai la schiena.
– non è una risposta accettabile – ti prendo in giro alzandomi.
– non aprire le persiane – è più un comando che un favore.
non ti do retta e spalanco le persiane che fanno entrare il sole e il mare.
– ti odio –
mi giro a guardarti: sei avvolta nel lenzuolo che solo i piedi spuntano fuori.
– aspetti di trasformarti in una farfalla? –
alzi la mano destra con il dito medio ben in evidenza.
– uhm stamattina siamo davvero oppositivi –
il mare è calmo e già i primi turisti si avviano alle spiagge.
– è un vero peccato però stare a casa con una così bella giornata –
mi giro giusto per vedere la tua mano che mi indica la porta.
– oggi davvero non ci siamo… –
ti tiri su, un poco arruffata.
– sai che stai rischiando di brutto? –
– mi piace il rischio… –
ti levi di dosso il lenzuolo e ti alzi, ti sistemi la mia maglietta preferita, che è diventata il tuo pigiama preferito, e ti avvicini con piglio duro.
– ti perdono solo perché al mattino hai la voce sexy… – dici andando verso la cucina.
– solo al mattino? –
– sì – rispondi arrabbiata.
ti seguo in cucina, prepari il caffè con la moka e poi ti siedi sullo sgabello davanti ai fornelli.
– grazie –
– e chi ha detto che sia anche per te? –
– bè non c’è nessuno oltre noi due –
– ah – ti guardi le unghie – di troppe cose per scontato –
sospiro.
– guarda che quella che dovrebbe sospirare sarei io –
– ok –
mi siedo accanto a te.
mi guardi seria.
ti sorrido.
fai finta di niente e ti giri dall’altra parte.
– eddai… – ti tocco una spalla con un dito – non essere arrabbiata, è una bellissima giornata e mi pareva carino andare al mare –
– potevi svegliarmi con un poco di grazia in più, ecco –
– ok… scusami –
– uhm, già meglio –
– però non sarebbe stato divertente –
ti giri e mi fulmini con uno sguardo.
– guarda che te meno… –
alzo le braccia in segno di resa, poi indico la moka.
– ecco, ora ci beviamo il caffè e poi, forse, mi preparo per andare al mare –
– oh brava! –
prendo le tazzine e tu la moka.
le riempi e mi guardi sorridendo.
– sai che te la farò pagare, vero? –
– lo so, ma mi piace la tua espressione imbronciata ai mattino –
mi dai un pugno sulla spalla destra e poi beviamo i caffè.
mentre vai in bagno io lavo tazze e caffetteria nel lavandino di marmo.
dopo qualche minuto ti affacci alla porta della cucina.
pronta.
– allora, andiamo al mare? –
sorrido e anche tu lo fai e il sole riempie la stanza.

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