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Erano mesi che ne parlavamo.
In verità credo fosse già stato affrontato il discorso dopo il primo bacio.
Cioè non subito dopo… passò qualche giorno e venne fuori in maniera naturale.
Come tante altre cose.
Una delle cose più belle del nostro rapporto è sempre stato il parlare di qualsiasi cosa, dalla politica all’ultimo film uscito, libri, musica, vita.
Tutto.
E così si cominciò a parlare di casa.
Ma sai sono quei discorsi che le coppie che stanno nascendo fanno un po’ per gioco e un po’ per testare l’altro.
Un modo per vedere se si hanno le stesse idee nel campo dell’edilizia e nell’arredamento d’interni.
Decisamente una materia molto difficile; non me l’hai mai detto, ma credo tu mi abbia rimandato a settembre almeno un paio di volte.
E dire che la seconda volta pensavo di essere preparato, ma il tuo sguardo da sotto quelle ciglia meravigliose, doveva farmi capire che no, anche a sto giro non ci avevo capito una mazza.

Fatto sta che se ne parlò, poi il discorso passò ad altro ma entrambi ci stavamo lavorando in segreto.

Ricordo il giorno che tirasti fuori l’argomento in maniera ufficiale.
Era mattina, abbastanza presto e nessuno dei due lavorava quel giorno.
Sì, avevamo l’abitudine di alzarci presto anche nei giorni di festa.
E poi passare del tempo a rotolarsi nel letto non fa certo male.

Entro in cucina e tu sei seduta al tavolo con un quaderno chiuso e una serie di riviste di agenzie immobiliari davanti.
La caffetteria borbotta piano sul fuoco.
– buongiorno amore – dici tu alzando i tuoi occhi dal tavolo.
– buongiorno… penso io al caffè? –
– sì, poi dobbiamo parlare… –
Mi blocco davanti alla cucina economica.
– non ti preoccupare amore, va tutto bene –
Sorrido e respiro.
Verso il caffè nelle tazzine e le porto a tavola, tu sfogli i cataloghi e cerchi alcune inserzioni, altre le sottolinei.
Sei molto metodica.
Poi giri la pila di riviste, giri il cucchiaino nel caffè e bevi.
Ti guardo e sorrido.
– dimmi che ne pensi… –

Bè dopo diversi mesi, dozzine di case viste e riviste, colloqui in banca per il mutuo, nottate passate a parlare, scartare per poi rivedere e infine dividere le case in due pile: SÌ e NO.
Fu una scelta molto difficile, ma finalmente stavamo per mettere la firma sul mutuo che ci avrebbe trasformati in proprietari di una casa.

– una casa tutta nostra – dici tu uscendo dal notaio.
– dobbiamo andare a festeggiare! – propongo baciandoti.
– sì! –
E così andammo a fare aperitivo e tornammo a casa tardi e rimanemmo svegli fino al mattino a guardare le stelle sul terrazzo.

– sei felice? – ti domando abbracciandoti da dietro.
– sì amore mio, mai stata così felice da quando mi hai detto la prima volta che mi amavi… –
Ti giri e mi baci.

E i tuoi baci mi piacciono, sono dolci e salati, sono pieni d’amore e di passione.
Sono lenti e mi lasciano sempre senza fiato.
E il tuo sapore rimane sulle mie labbra a lungo e anche sulle mie mani che ti accarezzano e ti stringono a me.

E la casa? dirà qualcuno.
La casa arriva, una grande casa davanti al mare, con finestre grandi e luce, ma anche ombre per riposare e far entrare la luce della luna.
Una casa coi muri spessi, che tengono fuori il caldo dell’estate e d’inverno non lo fanno uscire.
Una casa nostra.
Solo nostra.

– sai che adesso ti tormenterò per gli arredi, vero? –
ti guardo e sorrido.
– sarà divertente amore mio –
– per prima cosa scegliamo il letto… – sorridi tu.
Mi piace quando sorridi così.