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Ti passo a prendere una mattina di pioggia, fa freddino per essere a inizio Aprile, ma qualcuno mi disse che le case vanno viste con il brutto tempo: perchè se ti conquistano con il grigiume sei a cavallo quando ci sarà il sole.

– buongiorno amore –
– buongiorno a te – dici tu entrando in macchina con i capelli bagnati e arruffati; ma hai un sorriso che illumina.
– pronta? –
– certo! –
Mi stringi la mano forte mentre guido verso l’appuntamento con il tizio dell’agenzia immobiliare.
– ho un po’ paura – mi confessi mentre parcheggio.
– ci sono qua io – ti dico guardandoti negli occhi – andrà tutto bene, sarà fantastica –
– ok – prendi un bel respiro come fai prima di immergerti in acqua – ce la posso fare –

Scendiamo dalla macchina e il ragazzo dell’agenzia ci aspetta davanti a una villetta nascosta da un muro alto un paio di metri.
Ci saluta da sotto l’ombrello e sorride.
– mi spiace per il tempo –
– fa niente – dici tu – se ci piace così… – e sorridi.

Apre il cancello e ci accompagna lungo la strada che ci porta alla casa, una decina di metri.
Ci dice che volendo c’è la possibilità di ricavare un paio di parcheggi dal terreno in piano, tu ci vedi già ulivi e limoni e aranci.
Mi guardi e sorridi.
E io mi innamoro sempre di più, di te e della casa.
Il portone è di legno, di quelli vecchi, ricoperto da una vernice verde che si scrosta, ma sotto lascia intravedere le venature del legno e mi immagino d’estate a pulirlo e lucidarlo.
Stavolta guardi tu me.

– dentro è un po’ in disordine – dice lui quasi sottovoce, arrossisce.

Bè dentro sembra sia scoppiata una bomba.
Ma va bene.
La luce bianca del cielo filtra da un lucernario che riempie l’ingresso ampio, il pavimento è in legno.
Ci guardiamo attorno.
A destra c’è una sala, ci indica l’agente immobiliare, ci accompagna e si apre un stanza rettangolare, le finestre danno sul davanti e sul lato a est e sul giardino dove ci sono alcuni alberi, forse sono peschi.
Il legno scricchiola sotto i nostri piedi, il ragazzo sembra preoccupato; i vetri sono sporchi, ma le finestre sono alte e lasciano passare un sacco di luce.
Va bene.
Per me è già un sì.
Ti guardo mentre osservi i muri, li sfiori e ti soffermi a guardare fuori; la luce che ti illumina è perfetta.

– di là invece c’è la sala da pranzo e volendo si può buttare giù il muro che la divide dalla cucina –

Ti giri e mi guardi, corri quasi a vedere mentre io rimango indietro, guardo il lucernario che dall’alto del terzo piano manda la sua luce a illuminare l’ingresso; chissà come sarà con la luna piena a camminare qua?

Sbuchi dalla porta della cucina, come una bimba che gioca a nascondino e vuol farsi trovare.
– il muro lo buttiamo giù per davvero e facciamo un tutt’uno con la sala da pranzo, vero? – me lo domandi, ma hai già deciso.
– certo –
Accanto alla porta della cucina c’è un piccolo bagno di servizio, proprio sotto le scale che portano al primo piano.
– e qui? – domandi – cosa c’è? –
– una sala dove hanno messo tutta la roba da portare via, volete vederla? è come la sala accanto –
– se non ci sono problemi mi piacerebbe – dici tu.
Apre la porta e la sala è identica alla precedente, un poco meno luminosa ma ci starebbe bene una libreria.
La nostra.
– biblioteca? – suggerisco da sopra la tua spalla.
– ovvio –

Guardo il ragazzo che sembra già più sollevato, ci porta al primo piano.
Ci sono due camere da letto, un disimpegno che da sopra l’ingresso dove ci può stare un divano per 5 persone.
E poi due bagni.
Sembra una reggia.

Il tuo sorriso è inequivocabile: hai già deciso che questa casa sarà la nostra.
Indichi il piano di sopra.
– è praticamente una mansarda unica che copre tutta la pianta della casa escludendo il lucernario, ci sono un paio di finestre sul tetto e un piccolo terrazzino al centro della pianta –
Ti si illumina il viso.
Saliamo e c’è un enorme sottotetto, ben coibentato, in un angolo ci sono due vasche per la raccolta dell’acqua potabile e poi le finestre illuminano tutto.
L’ultima scaletta in legno porta al piccolo terrazzo che domina il terreno attorno a casa e la vista sul mare è mozzafiato.
Mi abbracci forte, hai le lacrime agli occhi e io anche, ma mi trattengo un attimo, mi sorridi e mi baci leggera le labbra.
Poi guardi l’agente immobiliare.
– dove dobbiamo firmare? –