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Ricordo che all’inizio eravamo molto spesso lontani e i nostri contatti erano fatti di lunghe telefonate alla sera, fino a tarda notte e mail piene di foto e links di YouTube.
La tua voce era spesso stanca e qualche volta capitava che ti addormentassi al telefono; le prime volte non me ne accorgevo nemmeno e continuavo a parlare.
Poi mi fermavo, sentivo il tuo respiro profondo e rilassato e ti dicevo.
– buonanotte amore mio – chiudevo la telefonata e ti scrivevo un messaggio, lo avresti letto al mattino.
Così mi scrivevi all’alba, svegliandomi, e avevo sempre il sorriso stampato in viso.

Ricordo che una sera parlavamo di difetti, limiti e altre cose che non ci piacevano di noi stessi.
Ti dissi che non erano limiti, ma confini.
Li avremmo esplorati assieme, allora, rispondesti tu.
Quella notte rimanemmo al telefono fino alle 3 del mattino.
– vorrei farti un dono – dissi abbassando la voce.
– davvero? e che cosa è? – chiedesti curiosa.
– il mio cuore e la mia mente –
– oh, tutti e due? –
– certo… –
Non parlasti per un po’.
Ma non ti eri addormentata.
– amore mio… –

Non so perché mi viene in mente questo ricordo, non c’è niente di eclatante, ma la tenerezza di quelle sere e quel volermi donare completamente mi aveva suscitato una serie di ricordi bellissimi.

Era l’inizio di una lunghissima avventura, una storia d’amore come mai avevo vissuto prima.

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