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Sono solo in casa, tu sei fuori per lavoro e ci siamo appena salutati al telefono dopo una lunghissima telefonata.
Sto leggendo un libro di Simenon quando un lampo illumina a giorno la camera e subito dopo il fragore del tuono fa tremare i vetri e mi sorprende un brivido lungo le schiena.
Scendo dal letto, il pavimento è freddo e io sono scalzo.
Arrivo fino alla finestra e controllo che fuori sia tutto ok.
Gli alberi sono ancora in piedi.
E domattina non devo dar loro da bere.
Il che è positivo.
Mentre osservo le pioggia cadere sorrido; ripenso ai nostri primi appuntamenti che si concludevano irrimediabilmente con la nostra corsa verso i portici del centro storico, o la macchin o ombrelloni in estate.
Ci sono state anche diverse nevicate e grandinate.
Insomma la pioggia ha sempre segnato i nostri momenti più belli per fare sì che divenissero epici.

Osservo i fulmini che scaricano in mare: sono uno spettacolo della natura davvero affascinante.
Un po’ come i lampi nei tuoi occhi quando siamo a letto.
Lì guardo e penso te, ti sento più vicina, come se le tue dita mi accarezzassero la nuca e poi lentamente scendessero lungo le spalle e la schiena.
Mi rilasso a sentire il suono della pioggia e peccato tu non ci sia…

Non so per quale motivo la pioggia ci abbia sempre accompagnato, ma sono felice che lo abbia fatto perché anche nei giorni grigi avremo sempre di che sorridere.

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