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Era un po’ che mi chiedevi di andare in montagna, avevo una piccola casa dispersa in alta montagna, un luogo non troppo inaccessibile, ma che comunque rimaneva abbastanza isolato dalla civiltà.

– allora? quando mi ci porti? – mi domandavi a pranzo e cena.
– uhm – rispondevo divertito.
– allora! – facevi tu impettita.
– presto… –
Ti alzavi scocciata sparecchiando anche se non avevo ancora finito e poi tornavi sorridendo.
– stronzo – aggiungevi con una smorfia.

Il discorso cadde e una mattina presto, erano le 5 e mezza e non riuscivo a dormire, controllai le previsioni del tempo: nevicate in corso.
Perfetto, era giunto il momento.

Cercai di fare tutto silenziosamente e preparai la valigia grande con roba invernale giusto per un paio di giorni.
Poi scesi a caricare la macchina e quando tornai in casa preparai il caffè e ti venni a svegliare.
– hei, buongiorno amore – dissi sedendomi sul letto.
– uhmm – ti girasti dall’altra parte.
– c’è il caffè e poi devo dirti una cosa importante –
– uhmm – cuscino sulla testa e silenzio.
Sorseggiai il caffè.
– con te non ci parlo – dicesti da sotto il piumone.
– peccato – risposi – volevo farti una sorpresa e portarti in montagna… –
Quasi urlasti tirandoti su a sedere.
– e me lo dici così, su due piedi? – guardasti l’ora – alle sei del mattino? –
– dai, su buttati sotto la doccia che la valigia è già in macchina –
– ok ok ok – ti alzasti e senza nemmeno darmi un bacio ti infilasti in bagno.
– ti aspetto in cucina –

Dopo 20 minuti eri pronta e ci prendemmo il caffè in cucina.
– allora? – eri felice come una bambina.
In macchina non facevi che cantare e ridere, quanto era bello vederti così felice e tranquilla.
– sono davvero eccitata all’idea della neve – dicesti stringendomi la mano – adoro la tua casa in montagna in primavera ed estate, ma con la neve dev’essere spettacolare –
– lo vedrai tra poco –

Il panorama intorno a noi cambiò, i tetti delle case erano ricoperti dal manto bianco della neve e tu guardavi tutto con gioia.
Ti sorridevano gli occhi.

Il cielo era grigio e quando iniziammo la salita verso il paese iniziò a nevicare, mi chiedesti di fermarci un attimo.
– posso scendere un secondo? –
– certo –
Ti guardai da dentro la macchina scendere e guardare il cielo chiudendo gli occhi e lasciando che i fiocchi di neve si posassero sopra il tuo viso felice.
Poi ti girasti a guardarmi.
Tornasti in macchina con le guance arrossate e gli occhi lucidi.
– tutto bene? –
– tutto perfetto –
E mi baciasti con passione.
Ripartii e in venti minuti arrivammo davanti a casa.
– che meraviglia – dicesti guardando la neve che ricopriva il paese rendendolo un posto differente, un posto da fiaba.
– sembra magico – dicesti guardandomi negli occhi.
– lo è – risposi prendendoti per mano ti portai in casa e ci baciammo al buio.
– ho freddo – sussurasti al mio orecchio destro.
– ci penso io –
Armeggiai con il camino e dopo qualche minuto il fuoco scoppiettava allegro riempiendo la casa di luce calda e soffusa.
– hai ragione – dicesti abbracciandomi – è davvero magico –
– vieni –
Salimmo al piano di sopra, ci sdraiammo sul letto a guardare i fiocchi di neve che scendevano lenti dal cielo e che si fermavano sul vetro della finestra.
Da sotto veniva il suono della legna che scoppiettava nel camino con il profumo di resina e da sopra la neve che cadeva.
Ti baciai.
Mi fermai a guardarti negli occhi profondi.
– quanto sei bella –
– grazie – dicesti abbassando lo sguardo sulle guance calde.
Poi mi abbracciasti, stringendomi forte a te.
– grazie per questo posto meraviglioso – dicesti – grazie, davvero, amore –

Rimanemmo abbracciati mentre la neve continuava a cadere e la legna ardeva consumandosi nel caminetto.
Era un altro ricordo da aggiungere e custodire nei nostri cuori.

Grazie.

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