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C’erano sere, e ci sono ancora adesso per fortuna, che non abbiamo voglia di stare a casa.
Cioè, non fraintendetemi, a casa ci stiamo bene: facciamo un sacco di cose davvero interessanti… molto interessanti. Ma non è di questo che voglio scrivere stasera. No.

Ci sono quelle sere che ci guardiamo negli occhi e ci vestiamo, prendiamo i cani e scendiamo fino alla passeggiata sotto casa.
Il mare lo abbiamo visto in tutte le condizioni, ma la sera di cui voglio parlare era calmo, piatto come una tavola e nero.
Ricordo il silenzio che c’era in casa prima che tu decidessi di voler uscire.
– che ne dici di fare due passi? – dici seduta sulla tua poltrona con un bicchiere pieno di birra.
– mi pare un’ottima idea – rispondo guardando fuori dalla finestra: il cielo andava scurendosi.
Mi giro e il bicchiere è vuoto. Mi guardi con gli occhi che brillano.
Fuori si sta bene, verrebbe voglia di andare scalzi fin giù.
Preparo i cani mentre tu prendi le scarpe e ti avvicini con passo leggero, ti alzi in punta di piedi e mi baci le labbra.
Sorrido.
Chiudo la porta dietro di noi e tu sorridi un sacco stasera, i cani sono felici e tirano verso la meta che già conoscono.
Tiro su il naso e guardo le stelle che si accendono.

– andiamo sognatore? – mi prendi in giro tendendomi una mano.
– arrivo, arrivo – allungo il passo e ti raggiungo.

ci teniamo per mano, un cane a testa.
mi piace pensare a come le altre persone ci vedono, ogni tanto cerco di immaginarmi come siamo dal di fuori.
e mi piace. siamo una bella coppia, affiatata, sappiamo discutere, stimolarci, interessarci e ci rispettiamo e stimiamo.
e poi tu sei innamorata pazza di me.
e io di te.

in passeggiata non c’è nessuno, è un giorno feriale, decidiamo di lasciare liberi i cani che corrono veloci verso la scala che porta alla spiaggia.
– ogni tanto vorrei essere libera come loro – dici abbracciandomi.
– se vuoi correre con la lingua di fuori e poi rotolarti sulla sabbia umida io non ho niente in contrario –
– anche se poi ti abbraccerei forte forte? –
– certo! –
mi stringi fino a togliermi il fiato.

poi la luna fa la sua comparsa nel cielo ricoperto di stelle.
– che meraviglia – dici facendoti piccola contro di me.
– davvero –

restiamo in silenzio mentre la luna sorge sul mare e la sua luce si riflette sulla tavola nera e immobile.
sembra una fotografia in bianco e nero.

– che bello – sussurri.
– davvero –
ti bacio il collo, un bacio delicato.
socchiudi gli occhi e sospiri.
rimaniamo a guardare ancora per un po’ la luna che sale nel cielo limpido.
le stelle spariscono al suo passaggio, ma basta girarsi un poco per vedere quei milioni di astri persi nel cielo notturno, profondo e misterioso.

mi sento microscopico sotto un cielo simile.
ma stare tra le tue braccia mi fa sentire sicuro.
ti bacio la nuca, tra i capelli profumati, così tu abbassi la testa e liberi il collo e ti bacio piano.
ti sento sorridere.

guardiamo ancora una volta il mare e la luna che ci si riflette sopra.
un mare nero con un disco argenteo che trema nella notte e sopra le nostre teste le stelle.
mi prendi per mano, richiamo i cani che arrivano subito, ubbidienti.
ti togli le scarpe e infili una mano nella tasca posteriore dei jeans.
da dietro sembriamo due ragazzini, ma se ci guardi attentamente lo siamo davvero.
basta vedere i nostri occhi, i nostri sorrisi.

– è la notte perfetta – dici all’improvviso.
– perfetta per cosa? –
– per arrivare e fare l’amore per terra, alla luce della luna… –
– oh – faccio io sorridendo – davvero? –
– eh già… – mi guardi con il tuo sorriso a cui è impossibile dire di no.
– allora affrettiamo il passo… – propongo accelerando l’andatura.
– ehi non vale correre! –

la luna ci segue fin sopra casa, dal lucernario entra e cambia l’atmosfera trasformando tutto quanto in un posto magico.
ti spogli appena entriamo in casa.
ti guardo alla luce della luna.
mi innamoro ancora un poco di più.
ti avvicini.
mi baci le labbra.
mi sussurri all’orecchio che mi vuoi.
la testa gira e la luna sorride mentre mi siedo per terra e tiro su la testa mentre tu si abbassi su di me…

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