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Adoro la tua presenza in casa, quando mi giri attorno mentre sto lavorando a qualcosa o anche mentre sto facendo qualcosa come sistemare i libri, o accudire le piante.

Una mattina mi sveglio con un’idea in testa: concentrarmi sui suoni della tua presenza.
Quindi cerco di ascoltare i tuoi suoni.

E’ una mattina di sole e non dobbiamo fare nulla, quindi non c’è la sveglia che suona, i cani sono usciti da soli, li sento nel giardino che corrono.
Tu respiri profondamente accanto a me.
Stai dormendo bene, mi giro su un fianco e ti guardo nella luce del mattino che filtra dalle persiane.
Hai il viso rilassato, mi piace guardare l’ombra delle ciglia che si allunga sotto gli occhi.
Si muovono velocemente, chissà se mi stai sognando.
Muovi leggermente le labbra, le lecchi un attimo.
Ti giri con un fruscio di cotone e capelli, neri come la notte sparsi sulla federa bianca.
Che meraviglioso contrasto.
Ti scatterei una foto, ma rimango fermo.
Un sospiro. Lungo.
La spallina della canottiera scivola lungo il braccio mentre ti tiri su.
E’ tutto un fruscio adesso, il cotone della canottiera contro il lenzuolo leggero, la tua pelle liscia e luminosa.
Ti stiri.
Chiudo gli occhi sdraiato accanto a te, il tuo profumo è forte, sa di notte e mare, del bagno fatto a mezzanotte sotto casa.
La tua voce roca mi augura il buongiorno.
– buongiorno amore – rispondo allungando una mano e accarezzandoti la schiena.
– uhmm – fai tu assonnata.
I tuoi muscoli si muovono sotto le mie dita, seguo la colonna vertebrale sopra il cotone fino ad arrivare al collo e gioco coi tuoi capelli morbidi.
Posso sentirne il profumo da qua.
Ti stiri finchè le ossa non fanno clack.

Apro gli occhi e sei seduta sul bordo del letto.
Mi dai la schiena.
Hai le braccia lungo i fianchi, i palmi appoggiati al materasso.
Giri leggermente la testa di trequarti.
Il tuo profilo è bellissimo.
– stamattina non ti alzi? – domandi guardandomi.
– uhm oggi voglio fare un esperimento… – rispondo.
– davvero? – ti giri a guardarmi negli occhi – e che tipo di esperimento? –
– voglio ascoltare il suono della tua presenza –
Sorridi incuriosita.
Madonna quanto sei bella appena sveglia.
Chiudo gli occhi.
Ti immagino che sorridi ancora, poi ti sento avvicinare e mi scompigli i capelli con le mani.
Sorrido.
Sento il tuo peso lasciare il letto.
Il suono dei tuoi passi risuona nella stanza, mi piace quando cammini a piedi scalzi sul pavimento di marmo.

Giri attorno al letto e ti sento andare verso il bagno.
Fai pipì.
– stai ascoltando anche questo? –
– certo amore mio –
La tua risata esplode all’improvviso.
Uno dei suoni che preferisco.
Poi l’acqua scorre.
– ma quindi mi verrai dietro per sentire tutti i rumori che faccio? –
– no, non ti verrò dietro, solo darò più ascolto ai suoni della tua presenza… –
– oh – fai tu ferma sulla soglia del bagno, nuda – mi piace questa cosa dei suoni della mia presenza –
– bene –
Chiudo di nuovo gli occhi e ti sento mentre entri nella doccia, l’acqua che scorre e tu che inizi a cantare piano, dolcemente, come fai ogni mattina.

E sentirti cantare mi riempie il cuore.

Mi giro e tuffo il naso nel tuo cuscino.
Adoro il tuo profumo, quello della tua pelle che si sprigiona la notte quando facciamo l’amore.
E’ unico.
E’ dolcissimo.

Hai finito di fare la doccia, ora inizia il rito dell’asciugatura e delle creme di bellezza.
Entro io a fare la doccia.
Non devo per forza stare dietro a te.
Devo fare quello che facciamo normalmente.
Solo che le cose cambiano, non sono mai uguali.
E meno male, sennò sai che palle?

Termino la doccia e tu ti stai prendendo cura della tua pelle.
Mi sorridi.
– scendo a preparare il caffè –

Mi asciugo velocemente e scendo in cucina, apro le finestre e l’aria tiepida del mattino gonfia le tende.
Prendo la moka dal mobile e la riempio d’acqua e caffè.
Accendo il fuoco e guardo fuori, verso il cancello da cui si vede il mare, si può quasi sentirne il profumo.

Ti sento scendere le scale, se faccio attenzione posso anche sentire le tue dita che accarezzano il corrimano in legno.
Sono delicate come quando mi accarezzi.

Ho gli occhi chiusi quando entri in cucina.
Sento il tuo nasino che tira su l’aria per sentire il profumo del caffè che sta uscendo.

La moka borbotta sul fuoco e tu vai alla finestra.
Sento che vorresti parlare.
– non sei obbligata a stare in silenzio, sai? –
– ah no? –
– no –
– uff meno male, non mi piace stare zitta… –
– e allora parla amore mio, riempi di parole questa casa come fai sempre, come piace a me! –
– ma il suono della mia presenza? –
– sono le tue parole, i tuoi sospiri, i tuoi passi nella notte quando scendi a prendere la bottiglia d’acqua, quando tagli i pomodorini sul tagliere o quando butti la pasta nell’acqua che bolle –
Lo dico a occhi chiusi, so che mi guardi seduta al tavolo, con il mento sullo schienale e le gambe divaricate.
– e poi? –
– poi? – apro gli occhi e ti vedo così bella nella luce del sole che mi manca il fiato – sei il respiro accanto a me la notte quando ci addormentiamo, sei la voce che mi sussura all’orecchio quando facciamo l’amore, sei tu quando ti infervori e sbatti il telecomando sul divano per spegnere la tv o zittire chi non ti da retta dall’altra parte dello schermo, sei l’accendino che da fuoco alla sigaretta che fa quel rumore così sexy quando brucia nella notte all’aperto, nel nostro giardino, sei tu che addenti un pomodorino maturo e il succo di bagna le labbra e il mento –

– continua – mi dici sospirando.

Spengo sotto la moka e verso il caffè nelle tazzine.

– sei tu quando mi saluti dal cancello battendo le chiavi contro le sbarre, sei tu che accarezzi i nostri cani la sera davanti alla tv o a un buon libro, sei tu quando ti svesti di fruscii e mi lasci senza fiato quando nuda davanti a me mi dici che mi ami più di ogni altra cosa, sei tu quando piangi per un film o un libro, e i tuoi singhiozzi mi ricordano quanto sei delicata, ma poi alzi la voce al vento e a me per farti sentire, per far sentire la tua opinione, la tua idea per cui ti batti fermamente, sei tu con il battito del tuo cuore che esplode nel tuo petto quando facciamo l’amore, il suono del tuo corpo contro il mio –

– già –

Ti alzi a prendere il caffè.

– sei tutta attorno a me coi tuoi suoni amore mio – dico.
– davvero? –
– davvero –

Sorridi mordendoti un labbro.
– e che suono fa un bacio? –
– questo… –

E ci baciamo, e il silenzio si riempie del tuo e mio respiro, del tuo cuore e del mio cuore.
E mi accorgo che anch’io faccio parte del tuo suono.

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