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Prima della nostra Casa, con la “C” maiuscola, abitammo per un certo periodo in un piccolo appartamento.
Era formato da 5 stanze: l’ingresso, la piccola sala che faceva anche da cucina, il bagno, la nostra camera da letto e uno studio.
Era luminosissima.

– allora che ne pensi della casa sulle alture? – ti chiedo sfogliando un quotidiano.
– quella con la finestra della camera da letto che da sulla collina che degrada verso la città e da dove si vede il mare? – mi rispondi senza prendere fiato, senza mettere una virgola.
– sì –
Ti guardo e sorrido.
– ok, allora chiamiamo l’agenzia? –
– ci andiamo subito – ribatti, metti sul fuoco la moka e ti precipiti a fare la doccia – ci metto un attimo! – esclami mentre sparisci in bagno.

Esci avvolta nell’accappatoio mentre il caffè sta venendo su.
– ci sono quasi! – e corri in camera.
Sorrido e verso il caffè nelle tazzine.

Torni tirandoti su i pantaloni e cercando di sistemare i capelli nel miglior modo possibile.
– ci sono, ci sono – dici addentando un biscotto – dov’è il mio caffè! –
Ti porgo la tazzina e ci soffi sopra mentre mastichi il biscotto, ci sono briciole ovunque.
Bevo il caffè e mi vado a lavare e vestire.
– muoviti – mi raggiunge la tua voce quasi incomprensibile per colpa del masticare.

Usciamo che sei super eccitata, andiamo a piedi per le vie del centro storico, fino all’agenzia.
– aspetta – mi trattieni mentre sto per aprire la porta.
– che c’è? ci hai ripensato? –
– assolutamente –
Faccio un’espressione interrogativa.
– volevo prendere fiato, è una cosa importante –
– giusto –
Ti bacio prendendoti il viso tra le mani.
– ok, ora sono pronta – sorridi.

Le formalità le sbrighiamo in poco più di mezz’ora, usciamo che cammini a un plamo da terra.
Sei raggiante.

Tutto questo per dirvi che quella casa aveva questa finestra, c’era un piccolo balcone, ci si stava giusto in due seduti o in piedi ma la cosa bella era la vista.
Nelle giornate in cui il cielo era blu e il mare uguale tutto si rifletteva, spostavamo il divano in modo tale che da seduti tutto si fondesse in un unico colore, cielo, mare e pavimento.

Era tutto blu e noi stavamo seduti a guardarlo, incantati, bevendo una birra e parlando del nostro futuro.
Stavamo seduti e ci sembrava di essere su un’isola.
Qualche volta facevamo l’amore sul divano guardando fuori dalla finestra.
Alle volte le tende bianche si muovevano come le vele di una barca e ci sembrava davvero di essere a bordo di un veliero per il Mar Mediterraneo.
Circondati dal blu.

Era tutto perfetto lì.
C’eri tu, c’ero io e c’era la luce perfetta.
Quante volte mi sono addormentato aspettando la tua telefonata di arrivo in albergo dopo un lungo viaggio di lavoro.
Quante volte mi perdevo a guardare le luci delle navi che si confondevano con le stelle del cielo.
Cielo e mare uniti.

Il posto migliore dove siamo stati finora.
La nostra finestra sul mare.
I nostri cuori sul mare.