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La prima volta che abbiamo fatto l’alba è stata una notte di dicembre, in montagna.
Eravamo andati su per scappare dalla città e dal lavoro.
Soli, noi due. Senza nessuno.

Il cielo era terso e c’era un freddo pungente, avevi il cappello di lana calcato sulla testa e la sciarpa ti copriva metà viso.
Solo gli occhi e le guance, arrossate, erano scoperti.
– hai freddo amore? – chiedo mentre prendo le borse da portare in casa.
– un po’, ma è una giornata stupenda e sono felice di essere qui con te –
Sorrido.
In casa accendo subito il caminetto e tu mi osservi seduta sul divano mentre inizi a toglierti la giacca.
– ora sì che si inizia a stare bene –
Mi blocchi con le gambe e mi tiri a te.
– voglio un bel bacio –
Mi siedo accanto a te e ci baciamo, piano, senza fretta mentre la legna inizia a scoppiettare nel camino.
Mi fermi e mi guardi a lungo negli occhi, senza parlare.
Mi accarezzi il viso e mi baci delicatamente le labbra.

– mi piace il riflesso del fuoco nei tuoi occhi – ti dico spostando una ciocca di capelli.
– non è il riflesso – ribatti tirandomi a te.

Dal divano di spostiamo al letto e trascorriamo il pomeriggio come due adolescenti al loro primo viaggio da soli.
Era come tornare indietro nel tempo.
Come quando da ragazzini correvamo a baciarci di nascosto dietro le cabine al mare.
Alcune volte, quando ci baciamo mi pare di sentire ancora il rumore delle onde e il richiamo dei gabbiani.

– a che pensi? – mi chiedi guardando fuori dalla finestra il cielo ormai pieno di stelle.
– a quando andavamo al mare assieme e ci baciavamo di nascosto –
– che meraviglia amore – rispondi girandoti a guardarmi – e delle notti insonni ad aspettare l’alba? –

Ti guardo negli occhi.

– e se lo facessimo stanotte? –
– ma fa freddo… – provi a ribattere tu.
– ci copriamo e poi non è detto che dobbiamo stare fuori proprio tutta la notte… –
– ah no? –
– no – ti rispondo tirando su il piumone e coprendoci entrambi
– l’idea potrebbe piacermi –

fine prima parte.