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Ci addormentiamo che sono quasi le due di mattino, mi tieni stretto a te e sento il tuo cuore battere piano, senza fretta
Mi rilassa sempre sentirlo e mi culla nella notte con dolcezza e sicurezza.

C’è sempre.

Non ricordo i sogni e quando suona la sveglia apro gli occhi come se avessi dormito otto ore invece che poco più di tre.
Ti sveglio con delicatezza, ma anche tu sembri riposata.

Mi dai un bacio e poi ti alzi, il tuo corpo nella penombra della casa mi fa sentire meglio.
Guardo la tua silhouette mentre ti vesti.
Mi piaci, molto.
Ti sento sorridere.

– guarda che ti vedo che ti godi lo spettacolo –
– beccato – rispondo tirandomi su.
– tu esci così? – domandi indicando la mia nudità.
– pensavo ti piacesse –
– certo, ma fuori da freddo… –
– giusto – sorrido cercando i vestiti – meglio coprirsi –

Mentre finisco di vestirmi ti sento armeggiare con la moka in cucina.
– brava amore mio, ci vuole davvero –
– ne preparo un po’ che lo portiamo con il thermos –
– fantastico – scendo le scale e ti raggiungo.

Beviamo il caffè e poi vestiti di tutto punto usciamo.
Sembra di trovarsi da un’altra parte.
La luna illumina ogni cosa e ogni cosa è ricoperta di neve.
Tutto brilla come fosse ricoperto di diamanti.

– è tutto così lucente e magico –
Ti abbraccio e stiamo per un attimo in silenzio, non si sente nulla se non il nostro respiro nel freddo della notte che sta per finire.
Camminiamo per le vie del paese addormentato fino ad arrivare nel punto più alto e privo di luci artificiali.

– direi che da qua godiamo di un’ottima visuale – dici tu indicandomi la valle sottostante.
Non c’è nulla che impedisce la vista da dove siamo noi all’orizzonte con le linee delle montagne, scure.
– sì, è perfetto –

Stendo la cerata e poi sopra mettiamo due plaid di lana per non prendere troppo freddo, stretti e abbracciati aspettiamo che l’alba giunga.

Piano piano il cielo si schiarisce e le stelle spariscono mentre le montagne si fanno ancora più scure.
Il nero della notte lascia il posto all’azzurro e al rosa delle nuvole che si tingono quando i raggi del sole iniziano ad apparire.

Non riusciamo a parlare, gli occhi sono fissi a guardare quella meraviglia e una o due lacrime rotolano lungo le guance.
In silenzio.
Come il sole che sorge.
Ineluttabilmente.