Tag

, , , , , , , ,

Il viaggio fu lungo e faticoso.
Prima il volo in ritardo, poi lo scalo forzato per un problema alla radio in un aeroporto sperduto del centro Italia.
Non possiamo scendere.
Poi la sosta si prolunga e così decidono di concederci una l’ora d’aria.
– scendiamo? – chiedi guardandomi coi tuoi occhi profondi.
– certo, non ce la faccio a stare seduto ancora un minuto –
Ci alziamo e ci mettiamo in coda, la gente parlotta a bassa voce e tu mi stringi la mano stando dietro di me.
La stringi più del solito, mi volto a guardarti: sei tesa.
Cerco di tranquillizzarti con lo sguardo, ti sussurro che tutto andrà bene, che arriveremo a destinazione senza problemi.
Mi sorridi e intanto ci avviciniamo all’uscita.
L’aria è bollente quando arrivo davanti alla scaletta, la hostess ci sorride a disagio.
– scusateci per l’inconveniente – e ci consegna due bottigliette d’acqua fredda.
– grazie – dico io.
– grazie – dici tu.
Scendiamo e quasi manca il fiato dal caldo che c’è.
L’aeroporto è davvero piccolo e sembra di essere in un luogo ai confini con il deserto, si vedono delle dune di sabbia attorno alla pista e l’aria calda deforma i contorni delle cose che ci circondano.
In lontananza si vede una costruzione che offre un minimo di riparo.
Apri la bottiglia e bevi.
Poi mi prendi per mano e ci avviamo verso l’ombra, in silenzio.
Ci sediamo all’ombra, accanto ad altri passeggeri.
Si parla piano, sottovoce e si ascolta il frinire delle cicale che riempie lo spazio tra la terra e il cielo blu, terso, sopra le nostre teste accaldate.
Beviamo piano, come se quell’acqua dovesse bastarci per un giorno intero.
Mi sorridi.
Ti avvicini e mi baci piano le labbra.
Appoggi la testa alla mia spalla.
– anche se fa caldo… – sussurri accomodandoti.
Appoggio la mia alla tua testa.
Restiamo così finchè la stessa hostess delle bottigliette d’acqua si avvicina verso di noi.
La figura tremola, accaldata, sulla pista.
Ci viene incontro e sorridendoci ci avvisa che il problema è stato risolto, possiamo ripartire, ci verrà servito a bordo una colazione extra.
– un caffè fa sempre piacere – dico – specie se offerto –
Qualcuno si lamenta, altri ringraziano e ci avviamo tutti verso l’aereo.

Si riparte dopo circa 15 minuti e finalmente dopo quasi trenta minuti di volo arriviamo a destinazione.
Ci chiedono ancora scusa mentre scendiamo.
Salutiamo e ci immergiamo nel caldo che ci avvolge come una coperta.
Recuperiamo i bagagli e poi andiamo a prendere l’auto noleggiata.
– attacca subito l’aria – mi dici lasciandoti andare sul sedile, distrutta.
– subito –
Il viso riprende vita, ti stavi davvero sciogliendo.
Bevi l’acqua con calma, come se fosse vodka.
– vuoi fermarti a fare la spesa? – domando imboccando la strada che ci porta fuori città.
– non ci pensare nemmeno – rispondi – stasera ti porto in un ristorante sul mare eccezionale –
– perfetto amore –
La strada per la nostra casa sul mare è meravigliosa: passa in mezzo ai campi e agli uliveti, è tutto oro e verde e il blu del cielo.
E il blu del mare.
Che appare ogni tanto tra una collina e l’altra.
Ed è meraviglioso.
Ti addormenti e sei rilassata, non ti sveglio mentre saliamo verso le alture, da dove casa nostra domina le acque dalla scogliera.
Apri gli occhi mentre sto per imboccare il viale che porta al cancello.
– hei… siamo arrivati –
Ti rispondo sorridendoti e stringendoti la mano.
Il sole sta scendendo sul mare quando parcheggio sotto il portico.
– non prendiamo le valigie – mi dici andando ad apire la porta – ci pensiamo dopo, adesso voglio vedere il sole che tramonta sul mare –
Ti seguo in casa e apriamo le finestre, una a una.
Le tende bianche iniziano a gonfiarsi nella brezza che arriva dal mare, sembra una nave casa nostra.
Le vele spiegate verso nuovi lidi.
Spalanchi la finestra che da sul terrazzo e il blu del mare entra in casa e si riflette sulle piastrelle del pavimento.
Ti levi le scarpe ed esci stringendo la ringhiera verde scrostata dalla salsedine.
– dio, che bello! – esclami e quasi hai le lacrime agli occhi.
– bello quanto te – aggiungo abbracciandoti da dietro.

E restiamo così, abbracciati tra le tende che vanno avanti e indietro, mentre il sole scende piano verso il mare blu.