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Siamo seduti sotto un ulivo.
In silenzio.
Gli unici suoni che si sentono sono il mare in fondo alla sciogliera, i gabbiani e le mille cicale.
Siamo appoggiati al tronco, con la schiena, e guardiamo il cielo che filtra tra le foglie e i rami che si stanno riempiendo di olive.

– ti ho mai raccontato che è stato qua che ho dato il mio primo bacio? – dici all’improvviso.
– no, non mi pare – rispondo.
Mi guardi e sorridi.
Ti giri verso di me e mi guardi coi tuoi occhi profondi.

– è successo d’estate, una giornata calda come questa però ricordo che c’era più vento e questo ulivo era decisamente più piccolo… – ti fermi a pensare guardando le fronde che si muovono piano sopra di noi.
– anche tu – aggiungo.
Sorridi.
– sì, ero decisamente più piccola… saranno passati 30 anni… –
– solo? – ti prendo in giro.
– ma! – esclami – io che volevo raccontarti una cosa carina ed emozionante e tu, invece, mi prendi in giro –

Ti giri dandomi le spalle.
Rido perchè mi piace quando fai l’imbronciata.
– non ridere sai! – dici tu incassando la testa tra le spalle.
Aspetto qualche secondo, forse un minuto intero e poi ti giri e mi riprendi con il dito alzato.
– sei proprio un cretino –
– lo sai e mi ami anche per questo… –

Alzo le mani in segno di resa e di scusa.
– uhm vediamo se ti perdonerò… –
Resto in silenzio mentre tu respiri a fondo.
– comunque ti stavo raccontando… – mi guardi socchiudendo gli occhi – che era una giornata come questa con molto più vento e c’era profumo di limoni perchè nonna stava preparando una limonata per me e alcuni amici che erano venuti su dalla spiaggia per rinfrescarsi all’ombra degli ulivi –
Ti guardi attorno e sorridi.
– c’era questo ragazzo, avrà avuto 3 anni più di me e mi piaceva da impazzire, sai quando senti le farfalle nello stomaco e diventi bordeaux in viso e vorresti scappare a nasconderti? Ecco, mi sentivo così ogni volta che mi guardava e mi sorrideva – sospiri, sognante – e che sorriso che aveva e che occhi… – mi guardi.
Ti ascolto con piacere.
– nonna mi chiese di portargli un bicchiere di limonata appena fatta, ricordo la sensazione di freddo del bicchiere tra le mani bollenti, le goccioline scendevano lungo il vetro e colavano a terra dopo essere scese lungo i polsi tremanti –
Adoro quando racconti perchè mi sembra di essere lì, dietro un albero, a guardarti.
– era girato di schiena, abbronzato coi capelli ancora bagnati, l’ho chiamato a bassa voce, un po’ perchè non mi usciva la voce e un po’ perchè non volevo che nessuno mi vedesse arrossire – ti fermi un attimo e mi sorridi – era proprio qua dove sono io, stava toccando la corteccia dell’ulivo che era già il mio preferito di tutta la tenuta; si girò e mi sorrise, sentii le gambe tremare e per un attimo pensai di svenire e far cadere e rompere il bicchiere di nonna – ridi con la mano davanti alla bocca – in quel momento era la preoccupazione maggiore: rompere il bicchiere della nonna –
Chiudo gli occhi e rivedo i bicchieri alti e dal bordo blu chiusi nella credenza della cucina.
– comunque lui si girò, mi sorrise e tese le mani a prendere il bicchiere che tremava, mi prese le mani tra le sue e mi tirò a sè: mi sentivo leggera come una foglia nel vento –
Sento l’emozione farsi spazio tra le tue parole e gli occhi si fanno lucidi, ma sorridi, è davvero un ricordo prezioso quello che mi stai regalando.
– ci guardammo come in un film e come in un film lui pose le sue labbra sulle mie, sapeva di sale e vento, le labbra era spaccate dal sole ma è il bacio che ricordo ancora adesso come se fosse accaduto poco fa – ti guardi attorno sospirando – poi qua le sensazioni sono ancora più forti – aggiungi avvicinandoti.
– hei… –
– shhh abbracciami forte e dimmi che non mi lascerai mai –
Ti stringo tra le braccia, sei piccola piccola e ti appoggi alla mia spalla.
– non ti lascerò mai –