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La mattina, quando ci svegliamo, restiamo a letto a guardare il cielo blu.
Non ci muoviamo.
Non diciamo nulla.

Guardiamo il cielo blu e respiriamo.
E’ un posto meraviglioso da dove osservare il cielo.

Mi guardi e mi sorridi.
Mi dici che mi ami.
Lo ripeti ogni mattina che mi sveglio.
Te lo dico anch’io: – Ti amo.
E’ così.

E il cielo ci guarda e bacia il mare, lo sfiora con il suo azzurro e da sotto il mare riflette e rende più intenso il colore, traformandolo in un blu profondo e misterioso.

Poi ci sediamo sul bordo del letto e restiamo così, nudi, mentre le tende si gonfiano come le vele di un veliero.
E ascoltiamo il suono del mare e le risate dei gabbiani che sembrano quasi prenderci in giro per il nostro amore, per la nostra semplicità.
E noi sorridiamo e ci abbracciamo.

Nudi e accaldati dalla notte.
E ora la brezza ci fa venire i brividi mentre ci tiriamo su e ci affacciamo al balcone a vedere gli ulivi baciati dal sole e i panni stesi ad asciugare.
E in lontananza le barche dei pescatori tornano verso il porto con il loro carico di pesci.

Ti guardo e mi stai sorridendo.
Rientri in casa sparendo tra le tende, come una figura eterea, appare il tuo sorriso nel buio della stanza.

Ti seguo e sei sparita.
Poi ti sento scendere le scale.
Torno al balcone e ti vedo, nuda come una ninfa, aggirarti per il giardino, tra i panni stesi passi leggiadra e raccogli il tuo costume.
Mi guardi mentre lo indossi.

E mamma mia quanto sei sexy.

– un bagno prima del caffè? –
– dove il cielo incontra il mare? – rispondo con una domanda.
– proprio lì – rispondi girandoti e indicando un punto lontano all’orizzonte.