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E’ mattina.
Molto presto.
Sono scesa dalla camera in cucina cercandoti.

C’è un biglietto sul tavolo e la moka sul fornello.
“E’ tutto pronto per il caffè amore mio. io sono sceso a fare una nuotata in spiaggia.”

Sorrido accarezzando il foglio di carta, la tua calligrafia impossibile mi piace.

Accendo il fuoco sotto la moka e mi siedo fumando una sigaretta.
Ascolto il suono delle cicale che già irrompono in casa alle 8 del mattino.
Farà caldo oggi.

Rimango assorta ricordando la notte appena trascorsa.
Ha piovuto e c’è stato un temporale forte.
Di quelli che scaricano i fulmini in mare e i tuoni sembra che spacchino i vetri da quanto sono forti.
Ricordo le tua braccia che mi avvolgono mentre mi accoccolo sul tuo petto.

Il tuo profumo dopo aver fatto l’amore è inebriante.
Mi abbraccio e mi stringo forte mentre i brividi salgono lungo la schiena.
Do l’ultima boccata alla sigaretta e la spengo nel posacenere mentre la moka borbotta e il profumo di caffè sale e riempie la cucina bianca e illuminata dal sole.

Mi alzo.
Verso il caffè e poi ci metto lo zucchero di canna.
Quello scuro.

Giro il cucchiaino mentre esco nel giardino.
L’erba sotto i piedi nudi è meravigliosa.
Ti rimette al mondo.
Come il profumo del pane o quello di un bambino che ha appena preso il latte dal seno della madre.

A passo leggero, come quando danzavo e mi muovevo sul palco, attraverso il giardino passando accanto a ulivi e limoni.
Arrivo al punto in cui vedo la spiaggia sottostante.
Tengo il caffè tra le mani mentre il sole illumina il promontorio e la sabbia bianca.

Ti cerco con lo sguardo un po’ in apprensione.
Non sei a riva.
C’è il tuo asciugamano blu disteso che contrasta con il bianco della sabbia.
Si vedono le impronte dei tuoi piedi che vanno verso l’acqua blu.
Le seguo e ti vedo mentre ti stai allontanando con lunghe bracciate verso il largo.

Siamo abbastanza vicini per vedere i muscoli della schiena che si muovono mentre nuoti a stile libero.
Le gambe si muovono più lentamente rispetto alle braccia.

Lasci una scia bianca sul mare blu e verde.
Ti seguo con lo sguardo e bevo il mio caffè che si sta raffreddando.
Decido di scendere anch’io e di aspettari seduta sulla sabbia fresca.

Prendo un’altra tazza passando dalla cucina e poi scendo lungo la scalinata in pietra fino a poggiare i piedi nudi sulla sabbia bianca e umida.
Il profumo del mare è fortissimo.

Mi siedo sul tuo asciugamano e ti aspetto.

Tengo la tazza tra le mani e guardo il mare davanti a me mentre cambia colore grazie al sole che si alza nel cielo.
E’ una tavola oggi, il mare.
Un tavola d’olio blu e verde e azzurro e trasparente.
E poi ci sei tu.

Che fendi la superficie senza fretta.
Vedo le tue braccia con le mani che si infilano sotto il limite tra aria e acqua, la tua testa che si gira verso sinistra per prendere fiato.
Vedo le gocce bianche che i tuoi piedi sollevano adesso che stai tornando verso riva.

Che stai tornando verso di me.

Manca poi e poi c’è il momento che più preferisco di quando sono al mare conte: vederti uscire dalle acque.
Magro, allungato, coi capelli lunghi e la barba.
Esci dall’acqua e ti tiri indietro i capelli con entrambe le mani, mostri i tatuaggi sopra i gomiti e mi sorridi.

E io mi sciolgo.
Letteralmente.
Mi alzo in piedi mentre tu conquisti la riva e mi raggiungi sorridendo e quasi correndo.
Mi prendi il viso tra le mani e mi baci.

Le tua labbra morbide sono salate.
In contrasto con le mie dolci del caffè.
Mi guardi.
Mi perdo nei tuoi occhi e quasi arrossisco.
Ti bacio io.

Mi stringi forte a te.
Il petto bagnato mi rinfresca il viso arrossato.
Ti do il caffè.

– grazie amore mio –