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E’ qualche giorno che non riesco a dormire.
Niente di preoccupante.
Ogni tanto mi succede.

Mi sveglio la notte.
Così, come se fosse suonata la sveglia.
Mi tiro su ed esco sul balcone.
O se ne ho voglia scendo le scale e mi vado a sedere su una sdraio in giardino, tra i miei adorati ulivi.

Non c’è un motivo particolare per cui succede.
Tu ti preoccupi.
Tanto.
Troppo, alle volte.
Ma io sto bene.

Solo mi sveglio e mi viene voglia di uscire all’aperto.

E anche stanotte mi sveglio.
Sono le 2 e 32.
Tutto tace.
Non ci sono nemmeno le cicale a cantare, stanotte.
Il vento è fermo.

Le vele della finestra sono ferme.

L’aria stessa è ferma.
Carica di attesa.
Come di un temporale che deve arrivare, da lontano.

Mi tiro su a sedere sul letto.
Mi giro a guardarti: dormi sereno.
Un braccio sotto il cuscino e l’altro abbandonato lungo il corpo, nudo.
Mi soffermo a guardarti.
Vorrei tanto sfiorarti il braccio, seguire con un dito le costellazioni che i nei formano sulla tua schiena abbronzata.
Mi limito a mandarti un bacio leggero sperando entri nei tuoi sogni.

Scivolo dal letto senza rumore, mi sento leggera questa notte.
Sorrido guardando la luna che illumina le piastrelle e si riflette sul soffitto bianco.
Scendo le scale per arrivare in cucina.
E’ tutto così silenzioso che mi pare quasi di sognare.
Mi tiro un pizzicotto sul braccio.
– ahia – dico sorpresa.
Domani avrò un livido, ma non sto sognando.

Prendo il pacchetto di sigarette che è sul tavolo da pranzo ed esco in giardino.
L’erba è bagnata, forse ha piovuto e non me ne sono accorta.
Assaporo la sensazione e mi godo il fresco con un brivido che percorre tutto il corpo.
Fino alla punta dei capelli.

Respiro a pieni polmoni l’aria fresca e frizzante di questa notte d’estate, butto il pacchetto per terra e mi avvio verso il mio ulivo preferito.
L’ha piantato mio nonno quando sono nata.
E’ il mio fratello di terra.
Entrambi abbiamo le radici qua.
Solo che io le ho allungate fino a spostarmi dall’altra parte d’Italia, ma quando torno e pianto i piedi a terra le sento muoversi e intrecciarsi alle sue.

Faccio scrocchiare le ossa del collo e poi mi perdo nella luna che sta sopra il mare.
Mi perdo nella sua lucentezza riflessa.
Mi perdo a guardare i suoi crateri.
I suoi bordi frastagliati.
Così lontana eppure così vicina nelle nostre vite.

Guardo il mare scuro, nero con il suo riflesso argenteo che forma una V rovesciata arrivando fino alla nostra spiaggia.
Guardo il mare e vorrei fare un bagno con te, nudi, senza fretta, godendoci il calore nella notte.
E poi fare l’amore con te, in mare, aggrappata alla tua schiena.
E stringermi a te.
Per sempre.

Sotto questa luna bianca.
Che tutto illumina e tutto mostra.
Con le stelle che impallidiscono davanti alla sua brillantezza.

Chiudo gli occhi e sento le tue braccia che mi stringono forte.
Il cuore ha un salto.
Sorrido.