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Entri per prima.
Lo fai sempre.
Fai girare le chiavi con frenesia, le sento tintinnare nelle tue mani.
Spalanchi la porta.

Fai due passi dentro, poi ti giri verso di me e mi abbracci.
– casa – dici con la testa infilata nell’incavo tra braccio e petto.
Sento che inspiri il mio profumo stringendomi la schiena con le tue braccia.
Poi tiri su la testa e mi baci piano piano.

Sorridi e corri ad aprire tutte le finestre; ti piace fare corrente, vedere le tende gonfiarsi e la luce entrare senza ostacoli.
Io intanto porto dentro le valigie, poi ti raggiungo in cucina.
Apro la valigia del cibo e tu hai diviso tutto quanto per i nostri amici.
Metti in ordine la roba in frigo.
– uhmm –
– che c’è? –
– non c’è nulla da mangiare – rispondi sconsolata.
– per forza, ci siamo mangiati tutto durante il viaggio –
Sorridi come una bimba di 5 anni sollevando le spalle.

– però c’è della birra – dici tirando fuori un paio di bottiglie di Ichnusa.
– direi che siamo a posto, allora –
– certo – chiudi il frigo e mi dici di aspettare un attimo.
Vai in sala e torni con un sacchetto di patatine.
– ci basta? – faccio un po’ dubbioso.
– et voilà – ribatti tirando fuori delle noccioline e delle olive – e forse in frigo c’è del grana –
– mi pare un’ottima cena di ritorno a casa –
– io ho sempre ottime idee –

Prendi le bottiglie e io il resto è ti seguo in terrazzo.
I nostri fiori stanno bene.

Non accendiamo le luci che il sole sta sparendo dietro i monti della riviera di ponente.
I tetti grigi sono illuminati di rosa e di rosso, le prime stelle appaiono alle nostre spalle.
Ti stringo a me e appoggi la testa alla mia spalla destra.
– sto bene, amore – mi passi la mano sul petto.
– anch’io sto bene amore mio –
Apri le bottiglie e brindiamo mentre il sole sparisce del tutto e lascia spazio alla notte.

Restiamo in silenzio mentre mangiamo.
Mi piace guardarti di profilo mentre bevi dalla bottiglia e guardi lontano, verso l’orizzonte lontano.
Ti giri e mi sorridi.

Sorridono le labbra, gli occhi, il viso tutto sorride.
Scuoti la testa come per dirmi che c’è.
Ti sorrido di rimando.
– ti amo –

Ti alzi e mi vieni ad accarezzare la testa tenendola sulla pancia.
Mi tieni stretto a te.
Accarezzo le tue forme attraverso il vestito leggero che si muove con il vento della sera, mi piace il tuo corpo.
Abbasso le mani e poi sollevo il vestito.
Mi guardi negli occhi.
– come sei serio – mi dici piegando la testa da un lato.
– già.. –
Poggi la bottiglia sul tavolino di marmo e ferro battuto e mi accarezzi i capelli con entrambe le mani.

– ti voglio – dico alzandomi attaccato a te.
– ah, sì? –
– sì – rispondo tirandoti a me e gettando la testa tra i tuoi capelli profumati.
– anch’io –
E mi baci, mi fai perdere il fiato mentre cerco di spogliarti.
– aspetta – mi dici – ci sono troppi bottoni? –
– ce la faccio –
Mi impegno e dopo un attimo il tuo vestito cade a terra, sei praticamente nuda e mi spogli e tutto intorno sparisce e siamo solo noi due, seduti sul divano a fare l’amore.

Come due ragazzini.