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Il tempo con te sembra sempre passare in maniera differente; i ricordi si sovrappongono, si confondono le immagini della nostra storia e ogni tanto quando ci mettiamo a parlare del passato sembra passata una vita e non riusciamo a mettere assieme i pezzi.
E ci confondiamo pure assieme, e ci sediamo sul divano e pensiamo e ridiamo quando non ricordiamo dove eravamo o quando.

Ma non è che dimentichiamo i giorni passati, solo si sovrappongono e si mischiano in un amalgama colorato di emozioni e musica.
Ricordo le tue danze per me sulla musica di Ludovico Einaudi, in primavera sul nostro terrazzo.
Quando si era ancora all’inizio, quando ancora non avevamo idea di cosa ci avrebbe portato il giorno seguente.

Vivevamo giorno per giorno, assetati l’uno dell’altro.
Dei nostri pensieri, del nostro amore e dei nostri corpi, dei sogni che ogni notte si svelavano a noi e al mattino ci raccontavamo bevendo il caffè a casa o mentre scendevamo le scale portando fuori il cane.

E ridevamo.
E piangevamo.
E discutevamo.

E ci dicevamo anzi pregavamo di non lasciarci.

Ci respiravamo.

E poi una mattina mi sono svegliato e sono uscito sul terrazzo.
Era fresco, la primavera stava iniziando e il sole stava sorgendo dietro le colline.
Respiravo a fondo.
E tormentavo le mie povere dita, nervoso.
Mi mordevo il labbro.
Stavo per prendere la più grande decisione della mia vita.
Della nostra vita.

Stringo la ringhiera e mi giro.
Tu stavi sulla porta, avvolta dalla coperta coi piedi nudi sul legno del terrazzo.

Madonna mia quanto eri bella, quanto lo sei adesso che sono passati 5 anni.
La luce del sole riempiva i tuoi occhi e i tuoi capelli scarmigliati, le labbra schiuse stavano per dirmi qualcosa.

Corro in avanti e poggio il mio pollice su quelle labbra così belle e dolci.
Mi perdo nei tuoi occhi.
Tu mi guardi e sorridi.
Forse non c’è bisogno di parlare.
Ci perdiamo.

Vorrei fare tante cose, ho sognato questo momento da mesi, ne abbiamo parlato.
È stato uno dei punti fermi della nostra relazione.
E adesso è venuto il giorno.

Non so che fare davvero.
Prenderti la mano.
Recitare una poesia.
Cantare una canzone.
Inginocchiarsi davanti a te.

Che fare…

Poi ti guardo, gli occhi lucidi.
Sento scendere una lacrima dai miei.
Non sono le parole.
Quando c’è una sintonia così forte, un’affinità così profonda, le parole non servono.
Alle volte sono un di più.

E allora ti abbraccio e ti stringo forte tra le mie braccia lunghe e ossute.
Poggio le mie labbra sul tuo orecchio sinistro.

– desidero sposarti, renderti felice per tutto il resto della nostra vita –

Sento le tue mani stringermi la nuca, le tue labbra si poggiano sulla mia spalla sinistra.
Le lacrime la bagnano.

Ti stacchi un poco da me.
Una mano sulle labbra che tremano.
Una mano sulle mie labbra.
Poi sui miei occhi bagnati.
Mi tiri a te.
Ci baciamo, ci respiriamo, ci amiamo.

E poi con la voce più dolce che hai mi rispondi sì.

– sì, desidero sposarti e renderti felice per tutto il resto della nostra vita –