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Era una delle prime notti che dormivamo assieme.
Avevamo lasciato le persiane aperte per far entrare la luce della luna.
Avevamo fatto l’amore, piano, dolcemente, seguendo il ritmo dei nostri respiri.
Ci eravamo stretti in un abbraccio finale e così stavamo ancora.
Tu mi guardavi con gli occhi pieni d’amore, io ti restituivo lo sguardo innamorato ed estasiato.

Dopo qualche minuto ci alzammo, per andare in bagno: lavarsi i denti prepararsi per la notte.
Mi tenevi la mano mentre tornavamo a letto, con le dita mi sfioravi il palmo.

– posso fumare una sigaretta? – mi chiedesti aprendo la finestra, nuda.
– certo – mi sdraiai a letto a guardarti.
Eri splendida illuminata dalla luna.
Il viso si accese di rosso con la fiamma dell’accendino.
Sospirai.
– che c’è? –
– sei bellissima illuminata dalla luna.. –
– grazie –
Una spira di fumo salì verso l’alto e incrociò i raggi pallidi della luna, seguii le volute rapito.
– hei.. – dicesti tu avvicinandoti a me.
– dimmi –
– sogni? –
– sì.. –
Un sorriso e un bacio mi riportarono alla realtà.
– ti ho svegliato? –
– uhmm un pochino – risposi stirandomi.
– andiamo a letto amore –

Ci sdraiammo uno davanti all’altro.
La luna ti illuminava le spalle e i capelli.
Gli occhi scintillavano nel buio.
E io sorridevo un sacco.
Ti bacia delicatamente gli occhi e le labbra.
– buonanotte amore mio – dissi.
– buonanotte amore mio – risposi tu chiudendo gli occhi.
Ci addormentammo subito.

C’era silenzio e dormire accanto a te mi faceva stare bene.
Sentire la tua presenza a pochi centimetri da me mi faceva stare al sicuro, eri il mio porto sicuro.
La mia cuccia vicino al camino.
Lo saresti stata sempre di più negli anni a venire.

Non ricordo che ora fosse quando mi svegliai, aprii gli occhi e la luna era scomparsa; ora entrava in camera solo la luce dalla strada.
Una luce giallastra che si rifletteva sul soffitto.
Tu eri girata dalla mia parte; il viso disteso, sereno nel sonno tranquillo.
Solo il labbro superiore ogni tanto si arricciava, chissà cosa stavi sognando piccola mia?
Mi avvicinai piano, per paura di svegliarti.
Potevo sentire il tuo fiato caldo, dolce, sul viso.
Le tue ciglia lunghe facevano ombra sugli zigomi che fino a poche ore prima era arrossati d’amore.
Ora pallidi richiamavano i miei baci e le mie carezze.
Quanto avrei voluto baciarti, spostarti la nera frangia e baciarti la fronte.
Gli occhi ti avrei baciato.
E le labbra.
E le guance.
Ti guardavo sospirando e mordendomi un labbro.
A un certo punto allungasti la mano sinistra verso di me, come per cercarmi, si fermò sul mio petto, sul cuore.
Chiudesti le labbra leccandole un poco.
Un sospiro profondo e di nuovo silenzio.
Tutto immobile come prima.

Le tue labbra dischiuse a mandarmi un bacio nel sonno.
E io sorridente a rimandartelo indietro.

Rimasi così, sveglio, per un bel po’ che il tempo mi parve allungarsi e dilatarsi.
Seguivo il tuo respiro e il sonno era sparito dai miei occhi che si erano riempiti di te.
Seguivo i capelli neri sulla spalla sinistra e il braccio nudo ancorato alla mia maglia, al mio petto secco e ossuto.
Posi la mia mano sulla tua, era calda e morbida.
La portai alle labbra e ne baciai il palmo.
La rimisi sul cuore.

Mi addormentai seguendo il tuo respiro che divenne il mio.
– buonanotte amore mio – riuscii a sussurrare con un soffio prima di cadere nel sonno cercandoti nei sogni.