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da qualche mese giro con una foto nel portafoglio.
l’ho scattata con una macchina LOMO’INSTANT AUTOMAT BORA BORA solo che la pellicola era dentro da un po’ e si era danneggiata con il caldo e con il tempo.
ma non lo sapevo e così a Sori, una mattina di primavera, ho scattato una foto.

quando, dopo qualche minuto, si è sviluppata siamo rimasti a guardare quel fotogramma bianco con una strana macchia sopra.

potete vederla riprodotta qua sotto.

img_20190921_202631-01.jpeg

– ops – dissi – ti chiedo scusa – dissi.
– ma va, meglio così non mi si vede – ribattesti tu.
– ma dai! – esclamai.

però qualcosa c’era sopra.
qualcosa si era impresso.
adesso non sembra più tanto blu, ma vi assicuro che sotto il cielo blu sembrava davvero blu.
ed era una cosa che ci rendeva davvero felici.

la riguardo stasera perchè volevo scrivere qualcosa di più dei racconti che escono dalla mia mente e che prendono vita su queste pagine.
volevo scrivere che questa persona è reale. non è frutto di una mia fantasia.
volevo scrivere che quella macchia blu si è impressa mille volte nel mio cuore e nella mia mente.

la mia macchia blu.
a te, che non ti piace quando ti si fotografa volevo dire che questa foto sarà sempre con me e ogni volta che la guarderò vedrò i tuoi occhi socchiusi per il troppo sole, il tuo sorriso sincero e i tuoi capelli mossi dal vento.
le tue facce buffe e i tuoi anelli antichi.
il tuo profumo che ancora gira sulla mia scrivania avvolto tra le pagine di un libro.
ma sai che mi basta chiudere gli occhi forte e lo posso sentire sul serio.

ora mi si chiudono gli occhi.
spengo tutto, mi rilasso e aspetto che arrivi il sonno.
nel frattempo tengo gli occhi chiusi forte e ti penso.