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Mi sono sempre chiesta che suono facesse il silenzio accanto a te.
Fin dai primi giorni abbiamo sempre parlato spesso e momenti veri, di vero silenzio, ce ne sono stati pochi.

Che poi se ci ripensiamo adesso ne abbiamo avuti, ma uno mi torna alla mente con gioia.

Eravamo in montagna, nella tua piccola casa fatta di legno e pietra.
C’eravamo già stati e la neve mi aveva subito stregata. Come il paese, del resto.
Andammo a dormire presto, in casa risuonava ancora lo scoppiettio della legna nel caminetto, il calore pervadeva tutto quanto.
Tu mi stringevi sotto il piumone caldo.

Mi sentivo così bene, così amata che mi veniva quasi da piangere.
– hei, amore, tutto ok? – domandasti baciandomi la guancia destra.
– sì, tutto bene, stringimi ancora un po’… –
Mi abbandonai ai tuoi abbracci e ai tuoi baci, mamma mia quanto adoravo, e adoro tutt’ora, i baci e le tue labbra calde.
Ti accarezzavo i capelli lunghi e ti stringevo a me sospirando.
Facemmo l’amore piano, tenendo gli occhi chiusi e guardandoci alla fine, al culmine del piacere.

– mamma mia – dicesti.
– mamma mia – ripetei io.

Ti abbandonasti tu sul mio seno mentre ti accarezzavo i capelli e le spalle dalle ossa sporgenti.
Quanto mi piaceva passare le dita sulle tue ossa, quanto mi piace farlo ancora oggi.
Eravamo nudi e accaldati.
Il tuo respiro si fece sempre più calmo e profondo, piano piano scivolasti nel sonno, senza una parola.
Io sorrisi.
Ti strinsi a me affondando nel piumone e guardai la neve che lentamente cadeva sulla finestra sopra il letto.
Rimasi letteralmente a bocca aperta.

E solo allora, smettendo di respirare per qualche secondo, mi accorsi del rumore che fa il silenzio stando accanto a te.

Sa di te, del tuo profumo che metti la mattina prima di uscire, sa del tuo respiro caldo e lungo quando dormi, sa del suono delle tue labbra quando si aprono per mandare giù la saliva.
Sa del tuo cuore che batte proprio accanto al mio, sul mio costato.
Sa della ruvidezza delle tue mani sopra la mia pelle morbida, sa della tua barba che si struscia delicata sul mio seno.
Sa delle tue ossa che incontrano la mia carne e sa delle lenzuola fresche che si muovono con suono di seta.

E oggi ha un suono in più, quello della neve che cade sopra il tetto e sulla finestra, isolandoci dal mondo e rendendolo ovattato e magico.

Il silenzio con te non è mai vuoto.

Mi chino a baciarti la fronte calda e poi chiudo gli occhi e ti raggiungo nel mondo dei sogni.